Prato nel mondo

Anno 1954

PDFStampaE-mail

 

Cartina della Toscana

 

 

ANNO 1954

   Maggio o Giugno 1954 Coiano, Prato h.17.30 Una formazione a V di otto oggetti.

Il sig. P.N. di Prato, a distanza di tantissimi anni, ci dichiara : “ Mi trovavo nella località chiamata “il vuoto”, zona di Coiano. Verso le ore 17 o 18 del pomeriggio, volgendo lo sguardo verso l’alto, la mia attenzione fu attratta da una formazione a “V” rovesciata (vedi disegno) con un puntino al centro, che si dirigeva verso SW proveniente da NE. Al momento del passaggio non ho percepito nessun rumore. In tutto erano otto forme perfettamente rotonde di colore bianco opaco. Era una bellissima giornata di sole ed eravamo vicino al tramonto, il cielo era limpido. Mi trovavo insieme a mia zia e mio cugino e, all’epoca, non ho tenuto conto del fenomeno. Ad oggi, quanto visto a distanza di 21 anni, lo ricordo ancora perfettamente. Tutta l’osservazione può essere durata da uno a cinque minuti. La loro grandezza poteva essere paragonata ad un pompelmo.”
Fonti: Archivio CRP


 Giugno o Luglio 1954 o 1955 Colonnata,  Sesto Fiorentino, Firenze. Fra le h.10.30 e le 11.00 del mattino.
Di notevole interesse per i dettagli. Il testimone vuole mantenere l’anonimato. Crediamo che il fatto si sia verificato nel 1954 perché in quell’anno ci sono state molteplici testimonianze di avvistamenti in tutto il territorio nazionale. Intervista raccolta dal “Centro Ricerche” di Prato. 
Racconta il testimone: “ Eravamo nel 1954 o 1955, verso le 10,30-11,00 del mattino nel periodo estivo, sarà stato Giugno o Luglio. Abitavamo  a Colonnata, sopra Sesto Fiorentino, io ero un ragazzo di 14/15 anni e avevo una gattina nera che, per farla giocare, gli legavo del lesso ad un filo, così mi veniva sempre dietro. Ricordo quel giorno, mi ero allontanato circa 150 metri da casa mia in località detta Camporella, la gattina l’avevo sempre dietro, ed ero arrivato ad un cancello di ferro largo e alto semiaperto; era una giornata calda. Sono entrato dentro a questo cancello e, in un viottolo contornato da loppi non molto alti, fatti circa 50/60 metri, ho visto, sotto un loppino, un oggetto a forma di uovo, alto quasi quanto il loppino, di circa due metri e appoggiato a quest’ albero. Aveva un’ apertura su un lato con una specie di gradinata, (vedi disegno). Lì vicino ho visto tre persone vestite con una tuta  che copriva di poco gli stivali, con un giubbotto tipo all’americana piuttosto aderente, il tutto di colore grigio. Ma quello che mi è rimasto più impresso è stato il viso, uguale al nostro, ma con quei “mascelloni” di tipo tedesco, più asciutto, non come il nostro che è un viso più rotondo. La statura poteva essere di circa 1,85. Quando ho visto queste persone non mi sono impressionato perché sembrava che stessero aspettando qualcuno ed erano a circa a 15 metri da me. Arrivato a due metri da loro, mi sono sentito bloccare, non potevo ne parlare ne altro, riuscivo a vedere e basta. Ho sentito un forte rumore e alzato gli occhi al cielo ho visto due aeroplani  che giravano lì sopra.
Erano aerei da guerra che venivano da Monte Morello provenienti dal campo di aviazione e che giravano in continuazione avanti e indietro. Allo stesso tempo ho visto, ma molto più in alto nel cielo, un disco volante che sarà stato 40/50 metri di diametro, un bestione grandissimo e 60/70 dischi, uguali a quello lì a terra e quindi più piccoli, fermi al di sotto di quell’ oggetto grande. E intanto gli aerei giravano, giravano, come se cercassero qualcosa. Mentre sono sempre bloccato di lassù, dal cielo, sono scese tre o quattro persone con un mezzo simile a un monopattino, erano vestite tutti uguali,  da uno di questi è sceso un tizio che sembrava essere il capo, scende dal mezzo, mi guarda, io non potevo fare nulla perché ero bloccato, mi scende accanto e va verso quei tizi che erano fermi presso l’oggetto a terra e ci parla. Poi, non so come, mi sono ritrovato su quello strano mezzo, insieme a quello che doveva essere il capo, lui dietro e io davanti, ed abbiamo cominciato a salire ed avvicinarsi verso quel grosso disco volante. Attraverso una grossa botola rotonda, che si è aperta, siamo entrati all’interno. Dentro a questo disco c’era un qualcosa di circolare, circa due metri di diametro, con una marea di luci che si accendevano e si spengevano e un rumore molto soffuso. Ci saranno state una ventina di persone a controllare questo coso e queste luci che giravano dentro ad alta velocità. E io vedevo tutto ma non capivo, ero un ragazzo, e non riuscivo a muovermi. Purtroppo non mi ricordo altro. So solo di essere disceso di nuovo a terra, sempre con la stessa persona e lo stesso mezzo, di aver visto ripartire l’oggetto più piccolo, che era appoggiato al loppio e, in quel momento, di essermi come risvegliato e aver potuto di nuovo muovermi. Quando sono arrivato a casa non potevo dire a nessuno di questa esperienza, l’avevo qui nella mente, l’avevo vissuta ma non potevo parlare. Assolutamente non potevo dire nulla!! Ero come inibito, come condizionato!! Solo dopo molto tempo sono riuscito a raccontare quanto mi era successo.“  “Fonti: Archivio CRP”

30 Settembre 1954 Firenze. Pomeriggio.
Oggetto discoidale osservato su Firenze.
“ L’oggetto su Firenze è stato osservato da Monte Senario, a circa 20 kilometri dal capoluogo, da dove si apre un vasto orizzonte. L’oggetto avvistato allo zenith di Firenze ha impiegato circa 10 secondi per attraversare il cielo e scomparire all’orizzonte, la sua grandezza è stata giudicata in circa due terzi di quella apparente della Luna, allora visibile, benché fosse ancora giorno. L’oggetto, di forma discoidale, sembrava riflettere la luce del sole e splendeva d’un bianco lattiginoso ma, dall’anello esterno del disco, che girava intorno alla massa centrale di questo, sembrava provenire uno strano scintillio L’altezza stimata, si aggirava sui 2.000 metri. “.
Fonti: “ Stampa sera “ Sabato 08 ottobre 54.

 

Fine settembre 1954 Roma h. tarda mattinata. Avvistamento di più oggetti e caduta di filamenti argentei.
Era l’anno 1954 e il sig.F.C. si trovava con sua moglie nel viale Regina Margherita a Roma, quando vide nel cielo in tarda mattinata alcune piccoli oggetti rotondeggianti grigio-piombo che si muovevano velocemente  talvolta a scatti e che dopo alcuni movimenti si avvicinarono ad un oggetto più grande di forma allungata che scomparve rapidamente.
Dopo qualche secondo piovvero dal cielo dei filamenti argentei che si dissolsero al semplice contatto con le mani.(1)
Il sig.F.C.racconta:“ Il fenomeno non fu osservato solo da me e mia moglie ma anche da tutte le persone che si trovavano nella piazza,almeno cinquanta,tutti con il naso all’insù incuriosite da ciò che stava accadendo.”
(Il teste contattato telefonicamente ha affermato che il periodo in cui è avvenuto l’avvistamento poteva essere tarda estate-inizi d’autunno del 1954.)
(1)Filamenti argentei, sono chiamati capelli d’angelo o Angel Hair, associabili alla presenza di Ufo nel cielo.
Segnalazione:Archivio,"Angel Hair" di Sebastiano Pernice.

 

14 Ottobre 1954 Cielo della Toscana h.18.00
Passaggio di più oggetti luminosi nel cielo della Toscana e di altre regioni.
Riportava il quotidiano “ La Nazione del 15/10/1954” Dischi Volanti nel cielo della Toscana.
A Firenze Lucca Massa e Pietrasanta apparizioni luminose attorno alle ore 18 di ieri sera.

La Nazione 15-10-1954

14 Ottobre 1954 Prato h.18.08
La signora Nola Banci, abitante a Gello in via Purgatorio 45, si trovava alla finestra del piano superiore della propria abitazione quando scorgeva, verso ponente, un disco di forma ovoidale, luminosissimo. La Banci avvertiva immediatamente il fratello Danilo che, precipitatosi alla finestra, aveva anche lui modo di osservare lo strano fenomeno che si distingueva benissimo. Il fatto ha naturalmente suscitato nella zona una grande impressione, nonché un particolare interesse da parte della popolazione della “ bassa” che, per tutta la serata, ha scrutato il cielo senza che peraltro si verificassero altre apparizioni di dischi volanti. Fonti: “La Nazione 15/10/54”

14 Ottobre 1954 Firenze h.18.10
La signora Curradi abitante in via P. Sarpi ha visto, verso le 18.10, in cielo, un “sigaro” luminoso. La signora stava tornando a casa quando, giunta in via S. Ammirato, ha scorto distintamente l’oggetto luminosissimo, di una luce intensa biancastra, attraversare il cielo da p.le Michelangelo verso Fiesole. Giunta a casa ha aspettato il marito che è tornato poco dopo e gli ha parlato della strana visione; è rimasta sorpresa sentendo che anche il marito aveva notato l’oggetto luminosissimo, esattamente alla stessa ora, mentre stava attraversando il passaggio a livello dell’Affrico. Fonti: “ La Nazione 15/10/54”

22 Ottobre 1954 Castiglione dei Pepoli h.05.00
Il geometra Emanuele Tradi viene svegliato dal fratello che gli fa notare, sopra il crinale del monte prospiciente la loro abitazione, uno strano fascio di luce, di circa un metro per un metro che, poco dopo, spariva per riaccendersi in un altro punto. Il fenomeno si ripeteva più volte, alla presenza di numerose persone, anche in altre parti della vallata.
Fonti: Il Resto del Carlino-23-10-1954

25 ottobre 1954 Appignano, Colcerasa di Cingoli, Macerata. Incontro ravvicinato.  Racconto choc di un pastore "Ho visto gli extraterrestri"  APPIGNANO - Sono trascorsi 60 anni da quando, due pastorelli dodicenni di Appignano, a Colcerasa di Cingoli, fecero un incontro inaspettato. Era il 25 ottobre del 1954 e quella che raccontano i due protagonisti sembra una storia d’altri tempi. “Io e il mio amico Pacifico Tantucci, stavamo pascolando il gregge - dice Marziano Giampieri, che oggi a 72 anni decide di rompere il silenzio - quando dopo esserci allontanati per qualche attimo, decidemmo di tornare e di accendere un fuoco”. Radunarono quindi il gregge e si avvicinarono al fuoco per scaldarsi. Ma ad un tratto accadde qualcosa di molto strano. “Il cane inspiegabilmente si mise ad abbaiare- dice Giampieri - rivolto verso un punto davanti a noi. Decidemmo quindi di avviarci verso quel punto e una volta sul posto rimanemmo senza fiato: ci trovammo infatti di fronte tre piccoli esseri, alti circa 35 centimetri vicini da una specie di bussolotto”. Oggi la comunità scientifica li chiama Ufo e l'incontro avuto da Giampieri e Cantucci è classificato come del terzo tipo. All’epoca però simili avventure procuravano solo tanta paura. “I tre esseri portavano una tuta argentata che li fasciava completamente- continua Giampieri - avevano una testa molto grande rispetto al resto del corpo. La nostra presenza li impaurì e con fare deciso salirono dentro il cilindro e se ne andarono”. Secondo il ricordo di Giampieri il cilindro si alzò da terra con una velocità impressionate lasciandosi dietro una palla di fuoco che esplose con un fragore che richiamò l'attenzione di una donna anziana che stava svolgendo dei lavori nei campi. La donna, Maria Ruggeri si chiamava, disse di avere visto un oggetto circondato da molte luci volare e scomparire. Una volta a casa i due pastorelli raccontarono tutto ai genitori. Qualcuno raccolse qualche confidenza e la cosa divenne un caso di portata nazionale.  “Vennero i carabinieri che ci interrogarono per parecchi giorni per capire che cosa fosse realmente accaduto - racconta Giampieri - mentre la stampa nazionale diede parecchio risalto alla vicenda. Naturalmente - continua - la nostra giovane età e la natura dei fatti raccontati fecero sì che la nostra storia non fosse creduta ufficialmente, anche se ci furono, e continuarono per molti anni, visite di noti studiosi. Ricordo quella del professore Massimo Inardi, parapsicologo di fama mondiale e conosciuto per le vincite realizzate nella trasmissione televisiva Rischiatutto che, per oltre trent’anni, quando si trovava in zona, veniva a farci visita”. All’epoca la vicenda ebbe vasta eco e reazioni controverse. “Minacciarono di farci il test della macchina della verità, noi nonostante, le pressioni e la paura confermammo sempre il nostro racconto e quello che avevamo visto”. Infine un particolare: si ironizzò anche sul nome di Giampieri, Marziano (dal santo omonimo e non dagli omini strani), ma quell’avventura vissuta con l’amichetto, nel 1954, appassionò tutta l'Italia. Fonti:Corriere Adriatico.it - 25 settembre 2014  http://www.corriereadriatico.it/MACERATA/appignano_extraterrestri_ufo_incontro/notizie/919500.shtml

25 Ottobre 1954 Passaggio di oggetti luminosi sul territorio nazionale. h.06.00 circa di mattina. Fonti: Il Giornale del Mattino del 26-10-1954

25 Ottobre 1954 Grosseto h. 06.15
“ Riccardo Becagli di Stribugliano e altre persone che si trovavano sulla strada Arcidosso-Grosseto in attesa dell’autobus hanno scorto, a bassissima quota, una strana macchina aerea della forma di un grosso uovo di colore verde circondata da un alone rosso vivido.” 
Fonti: Il Giornale del Mattino del 26-10-1954

25 Ottobre 1954 Siena h. prima delle sette.
“ Tre operai ed un impiegato avvistano un disco volante che viaggiava a fortissima velocità in direzione Nord-Sud nel cielo della Val di Chiana. Aveva la forma di una sfera schiacciata ai poli.” 
Fonti: Il Giornale del Mattino del 26-10-1954

 27 ottobre 1954 Firenze h.14.20 Voyager avvistamenti su Firenze

27 Ottobre 1954 Passaggio di oggetti luminosi sul cielo della Toscana e altre regioni h.14.20 ca. Tratto da “La Nazione del 28/10/54 “
“ Filamenti di vetro cadono su città Toscane dopo il passaggio di globi e dischi volanti.”

La Nazione 28-10-1954

L’avvistamento su Firenze. Fonti: “ La Nazione del 28/10/54”
“ Firenze ore 14.20.
La storia dei “ dischi ” è cominciata per noi  alle 14.30. A quell’ora infatti il laureando di ingegneria Alfredo Jacopozzi abitante in via Tito Speri, ci ha telefonato, dicendo una cosa non certo nuova in questi ultimi tempi : dicendo cioè che aveva visto nel cielo di Firenze diversi dischi volanti: “ Sono a coppie, ha precisato, la prima coppia è passata alle 14,20 e avevano forma di ala, sembravano due gabbiani nitidissimi in volo…Quelli della seconda coppia sono passati alcuni secondi dopo ed erano a forma di goccia d’acqua. L’ultima coppia è passata alle 14,29: erano velocissimi, ma io ho seguito tutto con il binocolo e sono in grado quindi di descrivere abbastanza bene gli oggetti... “ Era solo? “ No. Qui con me sono altre persone che possono testimoniare…” Ci dica, per favore i nomi..”Piero Giuggioli. Silvano del Rosso. Enzo Giannoni. Gino Pianuri. Piero Pratesi.” Basta, basta, cosa hanno visto ? “Quello che ho visto io… i dischi sono sfrecciati veloci. Io ho preso il tempo contando mentalmente. Per percorrere un angolo di circa 90 gradi la prima coppia ha impiegato 29 secondi e la seconda coppia molto meno circa 15 secondi…hanno perso della strana bambagia che ora si vede oscillare nel cielo - Ma  attenzione…!- Cosa c’è?- Qui mi dicono che dalla finestra li vedono passare ancora- Ne è sicuro?- Sicurissimo.- Allora ci scusi tanto andiamo anche noi a vedere- E’ stato così che, dopo aver fatto varie rampe di scale di corsa, ci siamo affacciati sopra i tetti di via Ricasoli. Erano con noi altre persone. Cosa abbiamo visto ?
In un primo tempo, niente. Ovvero il bel cielo sereno di una buona giornata d’autunno. Poi in mezzo al cielo è apparsa la “ cosa”. Una cosa bianca, tonda, lucida, immobile con tutta l’aria dei palloncini che sfuggono ai venditori  nella calca delle fiere paesane e che sono destinati alla  breve gloria  di un volo che finisce in genere con uno scoppio. Cercavamo di attribuire alla cosa  un valore eccezionale, ma non ci riuscivamo. Era un palloncino e basta.
Sennonché ad un tratto, tra l’oggetto fermo e la cupola del duomo, è sfrecciato rapidamente  proveniente, diciamo dalle Cascine diretto a Rovezzano, un altro palloncino bianco. Velocissimo. Molto più veloce di un aereo: molto meno di una stella filante. Poi è passato un altro disco poi un altro ancora. Ne abbiamo contati sei. Abbiamo cioè, per la precisione, contato sei palloncini che andavano a velocità eccezionale. Inoltre possiamo testimoniare di avere visto cascare dall’alto degli strani “ fiocchi” bianchi che sembravano semi di piante anemofile.
Intanto le telefonate continuavano. Tra l’altro una voce femminile, molto concitata ha detto che a Sesto Fiorentino sono successe cose molto strane: Qualcuno aveva visto un disco aprirsi e dividersi in tre  pezzi che avevano proseguito la corsa l’uno indipendentemente dall’altro. Ma subito dopo il passaggio dei tre oggetti, sul cielo, erano state notate come delle ragnatele lucenti che cadevano lentamente al suolo: tali regnatele si erano posate sugli alberi, sui fili della luce, un po’ dappertutto.
-Venga qui a vedere, se non ci crede, ha detto la signora, la ragnatela c’è ancora…Un cronista è partito per Sesto con l’incarico di portare al giornale la ragnatela. L’incarico è stato assolto. Abbiamo allora telefonato al Signor Jacopozzi e lo abbiamo informato di quanto era stato notato a Sesto, in modo da poter fare degli utili raffronti. Dalla nostra frettolosa indagine è risultato questo: che anche il signor Jacopozzi aveva seguito le evoluzioni dei misteriosi fiocchi e ne aveva visto uno che si era posato sopra un filo della luce .- Guardi se riesce a prenderlo abbiamo detto. Mi ci provo..Altre telefonate ancora. Un cittadino ci ha raccontato una scena semiumoristica che si è svolta allo stadio Comunale dove si stava giocando una partita di allenamento, tra la squadra della Pistoiese e la Fiorentina.- Anche lì dischi?- Non so cosa siano.- So che ci sono degli oggetti bianchi che volteggiano nell’aria sembrano piume. Speriamo bene…Speriamo che non siano Marziani tifosi..Altri cittadini  ci hanno avvertito che in molte strade si erano formati dei veri e propri assembramenti di persone che stavano incuriositi, e magari intimoriti, a naso in su. Un impiegato della Selt Valdarno ha detto di avere ricevuto a sua volta una telefonata da certi operai che stanno facendo lavori nei pressi di Monghidoro. Anche lì dischi. Anzi un disco solo, ma in compenso grosso come una casa e velocissimo. Altezza circa diecimila metri.
Psicosi? Allucinazione collettiva? Difficile dare un giudizio così sui due piedi. Tanto più che tutta la città sembra aver perso la testa. E sulla bilancia c’erano quei diecimila spettatori dello stadio comunale che pesavano non poco. Spettatori che di sfere, senza dubbio, se ne intendono.  
Fonti: La Nazione del 28/10/54

27 Ottobre 1954 Istituto di Chimica Analitica dell’Università di Firenze. La famosa analisi chimica sulla bambagia silicea presumibilmente caduta dagli oggetti in volo sul cielo della città.

Fonti: La Nazione 28/10/1954 ”..Ci siamo  rivolti al professor Giovanni Canneri direttore dell’istituto di chimica analitica dell’Università di Firenze il quale, con l’assistenza del suo aiuto, professor Danilo Cozzi ha rapidamente effettuato un analisi. E’ stato fatto prima un esame microscopico e quindi un esame spettrografico. La sostanza filiforme raccolta a Sesto e lungo L’Africo è stata posta sull’elettrodo dello spettrografo ed è stata riscaldata sul “ becco di Bunsen” e portata alla fusione. Una parte, risultata organica, si è combusta è volatilizzata; una parte inorganica è rimasta come residuo. L’elettrodo con in cima il residuo è stato posto dentro lo spettrografo e tra questo elettrodo e l’altro è stato fatto scoccare l’arco elettrico e fotografato lo spettro emesso dalla sostanza incandescente: quindi è stata fatta anche la prova cosiddetta “ a scintilla” e fotografato il conseguente spettro. Sviluppata la pellicola e posta sull’apparecchio di lettura, dal confronto con gli spettri prima fotografati e lo spettro campione sono stati rilevati gli elementi della sostanza che si voleva analizzare. Riportiamo per esteso il risultato dell’analisi:
“ Sostanza a struttura fibrosa, con notevole resistenza meccanica alla trazione e
alla torsione. Al riscaldamento imbrunisce lasciando un residuo fusibile e trasparente. Il residuo fusibile spettrograficamente mostra contenere prevalentemente : Boro, Silicio, Calcio e Magnesio. Sostanza a struttura macromolecolare probabilmente filiforme. In linea puramente ipotetica, la sostanza esaminata nella scala microchimica potrebbe essere: un vetro borosilicico. “
Il direttore dell’Istituto, professor Giovanni  Canneri.
Lo scienziato, logicamente, non ha voluto aggiungere altro. Si è limitato all’analisi del materiale sottoposto al suo studio.”  Fonti: La Nazione 28/10/1954

L'analisi eseguita dal Prof.Giovanni Canneri il 27 ottobre 1954 come riportato da "La Nazione"

27 Ottobre 1954 Prato h.14.00
Misteriosi oggetti luminosi hanno sorvolato il cielo di Prato. Molte persone hanno potuto vedere dischi e sigari che sono poi scomparsi velocemente in direzione di Firenze.
Fonti: La Nazione "Cronaca di Prato" 28/10/1954 
Nelle prime ore pomeridiane centinaia di persone hanno affermato di aver visto i famosi oggetti, in special modo gli abitanti di Piazza Mercatale, di Piazza S. Marco e della zona della Píetà. E’ stata una voce lanciata da alcune persone che hanno fatto raggruppare nella piazza una folla numerosa; nel cielo si distinguevano benissimo alcuni "dischi" a forma di pallone leggermente bislungo che, a un certo momento, si sono diretti velocemente verso Firenze. Nello stesso istante, in diverse località della città, si sono viste le stesse apparizioni. Abbiamo parlato con alcune persone che sono state protagoniste della scena. In Piazza Mercatale Mario Lucchesini, Ido Castiglioni, Gilberto Cappellini e Giuliano Lombardi, ci hanno dichiarato di aver visto due "dischi", uno in direzione del campanile della nuova chiesa di San Bartolomeo ed un altro in direzione della “ Retaia”. I due oggetti, di un colore bianco quasi diafano, di li a poco sono scomparsi in direzione di Firenze. Franco Adone abitante in Piazza delle Carceri e Francesco Taviani abitante in Via Cadorna, ci hanno pure dichiarato di aver visto due "dischi", uno vicino all'altro, che viaggiavano a velocità notevolissima. Una interessante descrizione c’è l'ha data un giovanetto, Giovanni Tallori abitante  a  Calenzano e che lavora in una officina di Prato. Egli ha per lungo tempo osservato attentamente i due oggetti bianchi a forma oblunga , come i famosi “sigari” che hanno sostato nel cielo poi, improvvisamente, quasi roteando su se stessi, sono partiti scomparendo dal suo sguardo in men che non si dica. La sua versione è stata confermata da diverse signore che abitano nella piazza e da numerosi frequentatori del bar “Cini” e del bar "Sport". Nella zona della Pietà abbiamo interrogato due giovani che si trovavano di passaggio: Ongaro Gherardo  di Grignano e Dante Santetti di Signa, anche i due giovani ci hanno fatto la stessa descrizione. Sta di fatto che centinaia di persone hanno visto i famosi dischi e non può certo trattarsi di un caso di illusione collettiva quantunque non si possa accertare l’origine e la specie degli strani oggetti. C’è anzi chi li ha visti con il cannocchiale ed assicura che si tratta di oggetti a forma ovoidale, che hanno nella parte posteriore una specie di cabina con numerose finestrelle. Molta pubblicità hanno suscitato le apparizioni di “ dischi” e molte discussioni si sono protratte fino a tarda sera.”

La Nazione 28-10-1954

27 Ottobre 1954 Giolica Alta, Prato h.14.05
“ Singolare l'episodio narrato dal sedicenne Bruni Fabio di Prato, abitante nel palazzo INAIL di viale Vittorio Veneto. Egli si era recato nel primo pomeriggio a fare una passeggiata in località Giolica Alta. Ad un tratto ha udito uno strano sibilo e in una radura ha scorto un oggetto dalla forma indefinibile, di circa una ventina di metri di diametro; bianchissimo e trasparente che emanava una luce quasi abbagliante. L’oggetto era fermo a circa un metro di altezza da terra. Poco dopo si è alzato in verticale scomparendo in direzione di Firenze. Il ragazzo, sconcertato da tale episodio, è fuggito cadendo a terra malamente e provocandosi una contusione ad una gamba. Tornato sul luogo, ha notato per terra dei fili trasparenti, come argentei, che al contatto con la mano di dissolvevano.”
Fonti: Il Giornale del Mattino del 28/10/1954

27 Ottobre 1954 Siena h. dopo le 14.
Da Prato fino a  Siena.
“A Siena il fenomeno assume le stesse caratteristiche osservate a Firenze. I dischi, i sigari, le sfere passano a corti intervalli. Tutti hanno modo di osservarli. E c'è, cosa interessantissima, una pioggia di bambagia finissima lasciata precipitare da questi strani oggetti che se ne vanno a velocità considerevole verso sud. Presso la stazione ferroviaria s’è radunata addirittura la folla: ciascuno vuol vedere la “Bambagia”. Si tratta di filamenti sottilissimi come ragnatele o fiocchi lievi e candidi come neve. Sembra cotone ma è sostanza friabile che si dissolve al calore della mano che la tocca o del terreno. Continua a cadere lenta per due ore dopo il passaggio di "tutti i dischi apparsi nella giornata". Tra coloro che hanno osservato il fenomeno dapprincipio il Capostazione Gaetano Ghezzi. Il signor Ghezzi è stato anzi il primo ad avvistare gli strani oggetti volanti e a dare l'allarme. Li ha contati tutti, erano 11 complessivamente. Il signor Benito Carrieri ha detto che tre dischi viaggiavano in "perfetta formazione", come se stessero effettuando evoluzioni. Altri testimoni qualificati: Gino Fabbri, Alberto Bocci e Dino Faldoni. E poi tanti altri ancora. Non può trattarsi dunque di suggestione….”
Fonti : La Nazione 28/10/54

27 Ottobre 1954 Prato h.14.30 circa. Avvistamenti sulla nostra città.
(Nostra inchiesta)
Ci troviamo all'interno dell'albergo in piazza S. Marco dove abbiamo rintracciato due testimoni dell'avvistamento ormai famoso del 27-10-54, sono i comproprietari del locale, i signori P.L. e G.L. Passiamo alle domande, intervista con il Sig. P.L. :
D. Come era il tempo quel giorno ?
R. Era una bellissima giornata. Saranno state intorto alle 14 del pomeriggio quando, io e mio cognato, eravamo sulla terrazza al terzo piano e vedemmo questi oggetti che avevano la forma di un sigaro. Prima ne sono passati un paio e poi altri ancora. Anche un nostro conoscente L. D., che si trovava nello stabile di fronte, sulla terrazza, vide quello che anche noi stavamo vedendo. E anche giù sulla strada e in piazza c'erano gruppi di persone che seguivano e commentavano il fatto.
D. Facevano rumore?
R. No, non facevano nessun rumore.
D. Ci risulta, da un articolo che abbiamo ripreso dal quotidiano "Il Resto Del Carlino"e che parla dell'avvistamento su Prato, che era stato sentito un rumore, come di motore, dopodiché voi avreste osservato detti oggetti. E' giusto questo ?
R. Io non  mi ricordo se abbiamo sentito o meno un rumore,  sono passati tanti anni, a me sembra di no.
D. Lasciavano qualche scia ?
R. No non ho visto nessuna scia. Passavano sopra di noi molto veloci e andavano verso Firenze.
D. A che distanza di tempo questi oggetti passavano e per quanto tempo è continuato il passaggio ?
R. Quelli che vidi io prima erano due, poi ne passarono altri a distanza di alcuni secondi. Però io non mi ricordo quanti ne saranno passati, perché dopo un po’ che  ero sul terrazzo sono tornato giù. Quelli che vidi io erano tutti a forma di sigaro.
D. Ha osservato gli oggetti compire strane evoluzioni ?
R. Mi pare di no. Andavano velocissimi verso Firenze,ma non mi sembra che abbiano fatto movimenti strani.
D. Sempre leggendo l'articolo tratto dal "Resto Del Carlino" viene riportato che uno degli oggetti , proveniente da nord,  andava verso Firenze,  un’ altro, proveniente invece da Sud-Owest, appena si è trovato vicino al primo ha effettuato una specie di conversione dirigendosi anch'esso verso Firenze; si  ricorda se anche lei haosservato tutto ciò ?
R. No, non mi ricordo di questo, mi ricordo invece di avere visto due di questi sigari che camminavano incrociati. Uno orizzontale uno verticale.
D. Ci descriva meglio questo fatto.
R. Sì, un paio di questi sigari li ho visti andare uno in orizzontale, quello che era un poco più avanti e uno in verticale, viaggiavano veloci verso Firenze.
D. Di che colore erano ?
R. Sembravano metallici, io li ho visti di colore argenteo, brillavano. Dice che a Firenze hanno visto cadere anche della roba, della bambagia, un professore ha fatto anche delle analisi. Io ho visto solo gli oggetti, niente altro.
D. Sono passati tutti alla stessa altezza ?
R. A me è sembrato di si ma sa, come si fa a valutare l'altezza precisa in un gruppo di due, mi ricordo che uno era più piccolo dell'altro. Non so però se dipendeva dall'altezza,
D. Dopo 23 anni da che é accaduto il fenomeno, ha avuto occasione di osservare ancora qualcosa del genere ? Inoltre, si  è fatto una sua idea  sul  problema ?
R. No, non ho più avuto occasione di osservare altro. L'idea è positiva. Penso che qualcosa ci deve essere. Si va sempre avanti per vedere cosa può essere, come voi che andate in giro a raccogliere materiale per approfondire maggiormente il problema. Ho vieto anche alla TV delle conferenze con dei professori che se ne intendevano. Io non sono ne professore ne uomo di culto, però li ho visti, e per questo ci credo."
Termina qui la registrazione con il sig. G.L.
Passiamo ora all’intervista del secondo testimone Sig.P.L.
D. Ci può raccontare quello che lei ha visto?
R. Noi eravamo sulla terrazza con dei muratori, si stava terminando i lavori di sistemazione della terrazza e saranno state le 14 o 14.30 del pomeriggio quando, alzando gli occhi al cielo, ho visto quegli oggetti a forma di sigaro, non sono stati osservati solo da me ma anche dai muratori che stavano lavorando, da mio cognato e da molte altre persone in Prato.
D. Erano Veloci?
R. Erano velocissimi, andavano ad una velocità fantastica, si vedevano passare sopra di noi e sparivano in un attimo verso Firenze.
D. Di che colore erano?
R. Argentei brillavano come diamanti.
D. Ha sentito qualche rumore?
R. No, nessun rumore, però se è stato scritto così sul giornale può darsi ma io non mi ricordo.
Qui da noi, ogni tanto, veniva a dormire il giornalista M.M. e mi ricordo che si  parlò anche di questo avvistamento.
D. Si ricorda per quanto tempo è rimasto ad osservare il passaggio di questi oggetti?
R. No, non ricordo con esattezza, ma saranno stati una quindicina o trenta minuti al massimo dalla terrazza e,  quando sono sceso, c’erano sempre.
D. Che grandezza  potevano  avere questi oggetti paragonati a normali aerei di linea?
R: Erano più grandi, sembravano ad un altezza di qualche chilometro. Si vedeva chiaramente la forma a sigaro ( tipo sigaro cubano o alla “ ciocci”).
D. Si ricorda se in questi oggetti ha notato qualcosa che la è rimasto maggiormente impresso ?
R. Non mi sembra di aver visto altro. Solo la velocità con cui ci sorvolavano e la lucentezza, sembravano proprio come dei diamanti con quella luce brillante.
D. Il passaggio di questi oggetti è avvenuto sulla vostra verticale, verso i monti della Calvana, o verso il  Montalbano ?
R. Erano sopra di noi, proprio sopra Piazza S. Marco.
D. E lei, a distanza di  così tanto tempo ,cosa ne pensa del fenomeno ?
R. Io penso che ci sia qualcosa, e poi se ne sente parlare sempre di più. C'è da dire che la nostra non è stata certo una visione, perché tutta Prato li ha visti questi strani  aggeggi...."
Si conclude così la nostra intervista con i due testimoni effettuata il 12/09/1977.
Alcune considerazioni sull’orario
Secondo il quotidiano "LA NAZIONE" del 28-10-54 a pag.4 della cronaca locale veniva riportato un articolo che parlava dei misteriosi oggetti luminosi, tralasciando però l'orario in cui detto fenomeno ha iniziato a manifestarsi, si parla solo di primo pomeriggio. Sempre “La Nazione" (stesso giorno) riportava a grossi titoli l'osservazione su Firenze con relativa caduta di bambagia. Qui, il primo passaggio, ci viene segnalato alle ore 14.2O. Il quotidiano "Il Resto del Carlino", sempre del 28-10-54,  riferendosi al passaggio degli oggetti su Prato, riporta le ore 14.57 che corrisponderebbero a quanto riferito dell'avvistamento fatto dai testimoni da noi interrogati. Dato che non si ricordano più con esattezza l'orario dell'osservazione è probabile che questo possa essere l'orario giusto. Poi c'è un piccolo articolo tratto dal quotidiano “Il Giornale del Mattino" di cui si parla di un atterraggio avvenuto in Giolica Alta alle prime ore del pomeriggio (dopo le 14). Quindi il fenomeno dovrebbe essersi svolto, secondo i dati di cui disponiamo, grosso modo dalle ore 14 alle ore 15 del pomeriggio. Cioè il passaggio di detti oggetti sul cielo di Prato non dovrebbe avere superato l'ora. Fonti: “Archivio CRP “

Disegno eseguito dai testimoni dei due oggetti a forma di sigaro che viaggiavano incrociati

28 Ottobre 1954 Cade in Toscana nuova pioggia di vetro mentre si segnalano ovunque dischi volanti.
Fonti: “La Nazione” del 29/10/1954

29 Ottobre 1954 Calenzano h.13.05
“ Il paese è sorvolato da una formazione di dischi volanti che lasciano cadere una bambagia vetrosa. Si dirigono verso Firenze.”
Fonti: “La Nazione” del 30/10/1954

9 Ottobre 1954 Firenze h.14.00
Altri filamenti di vetro caduti su Firenze sono stati raccolti dall’osservatorio di Arcetri. 
Fonti: Quotidiano “La Nazione” del 30/10/1954

29 Ottobre 1954 Ancora dischi volanti nel cielo della toscana.
Fonti: “La Nazione” del 30/10/1954
CALENZANO
Verso le ore 13.05 è stata avvistata una formazione di dischi volanti con caduta di bambagia, la formazione si è poi diretta verso Firenze passando da Monte Morello. La loro altezza è stata stimata su ca. mt. 10.000 o più.
PERUGIA
Due oggetti volanti avvistati a Città della Pieve. Nello stesso tempo cadono sul paese misteriose ragnatele. Migliaia di persone assistono all'evoluzione di due oggetti rotta N-S.
SIENA ore 12,57
Gruppi di persone asseriscono di aver vistoo sopra la città un oggetto di forma sferica che si spostava in linea orizzontale da SUD a OVEST.
CHIUSI
Enzo Maremmani, in compagnia del Parroco, ha visto nitidamente nel cielo un corpo di forma elicoidale a Macciano 6 Km. dal capoluogo. Lasciava dietro di se due colonne bianche.
MONTEVARCHI    ore 18,10
Lo studente Farquino Angiolino ha avvistato vicino a casa 3 cerchi rossi che hanno solcato l'orizzonte lasciando una scia luminosa. I dischi hanno fatto la stessa traiettoria per ben 2 volte.
SIGNA S.MAURO
A S. Mauro a Signa sono stati avvistati numerosi dischi dalla popolazione che è scesa nelle strade per osservarli a naso in su. Poco dopo sono caduti filamenti biancastri precipitati dagli strani oggetti luminosi.

1 Novembre 1954 Cennina, Bucine, Arezzo. h. 06.30 (Il caso Rosa Lotti)

Il caso che vi presentiamo resta ancor oggi, seppure a distanza di tanto tempo uno dei fatti più positivi e sensazionali dell'ufologia italiana.Diremmo che è stato e rimarrà un "classico". Ciò è dovuto sopratutto all'alto grado di credibilità che esso presenta sia riguardo alla principale e diretta interessata (Signora Rosa Lotti) sia per la presenza di altri testimoni indiretti che confermarono il fatto, sia per l'interessamento delle autorità locali competenti.

“Era il giorno dei Santi ,1 Novembre, io stavo andando alla Messa a Cennina, era di mattina presto e avevo un mazzo di fiori  da portare alla "Madonna Pellegrina". Quando fui vicina alla chiesa, ero ancora nel bosco perché allora la strada passava per il bosco,  vidi un oggetto fatto a "FUSO". Pensai allora che ci fossero gli operai che stavano tirando la linea elettrica per portare la luce a casa nostra, pensai che ci fossero loro a lavorare e,  guardando così quell'oggetto, pensai che avessero gli arnesi da lavoro in quella specie di “fuso”. Invece, quando fui vicina, mi vennero incontro due “'omini”, che erano usciti non da dentro il “fuso” ma da dietro dove c’erano delle ginestre, sbucarono da lì. Mi vennero incontro facendo tutti quei "versini" ma io non capivo nulla e loro non avranno capito me come io non capivo loro. Si vedeva però che cercavano di dire qualcosa con tutti quei "versini" ma io non capivo nulla. Io gli dissi : “Vado alla Messa ! ” e fu così che loro mi presero di mano i fiori e una calza; allora, quando si passava su queste strade di bosco, si teneva le calze in mano per non sciuparle e si camminava con le ciabatte ai piedi, ne presero una, presero anche i fiori e li legarono con la calza,  io continuavo a dire che andavo alla messa, ma loro non mi capivano. Allora uno di questi  “omini” andò verso il “fuso”, che  aveva un portello aperto, c’erano dentro due seggiolini, ne alzò uno e prese qualcosa come se fosse incartato. Era un oggettino lungo che  teneva così, vicino al corpo”.  La nuora, presente al colloquio, a questo punto, ha aggiunto : “….Avevi detto che sembrava volessero farti una foto..". “Poi, visto che loro non mi capivano e io non capivo nulla di loro, presi e andai via. Arrivai su a Cennina dove c’era il prete con delle donne ed io gli raccontai tutto. Fece il prete: ”..Sono i Marziani ! ! “ , ma non lo dissi io, lo disse il Prete. Fu allora che delle persone andarono giù a vedere, ma non c'era più niente. Però un giovanotto di Cennina e il sarto di Pietraviva, che venivano da Ambra, videro volare quell’oggetto. Guardi che io passai da scema, ce ne vennero tante di persone e c’era chi diceva  che era vero e chi diceva di no. Per fortuna c'erano questi due giovanotti che avevano detto di aver visto quell’oggetto. Si figuri che venne addirittura un professore con due donne, perfino la visita al capo mi fecero!”
Fonti: Archivio CRP

Il Giornale del Mattino 2-11-1954

La Nazione 2/11/1954

Lo storico disegno di Walter Molino che illustra il fatto. Tratto dalla "Domenica del Corriere" del 14 Novembre 1954 N.46 Anno 56.


Rosa Dainelli insieme al marito e ai quattro figli.
" Il Giornale del Mattino" del 2 Novembre 1954

1 Novembre 1954 Strada Levane-Bucine, Arezzo. Mattina presto.
Il Signor Andrea Livi, floricultore di Montevarchi, vide arrivare e scendere nel Bosco di Ambra un oggetto a forma di Fuso il 1 Novembre 1954. Da noi rintracciato ha rilasciato la seguente intervista:
”Si, io mi ricordo, fu il giorno dei "Santi" ed era di mattina presto, salivo con il mio camioncino la strada  che da Levane va a Bucine per andare su ad Ambra, Rapolano, e fermarmi poi ad Asciano. Ad un certo momento, sotto Bucine, ho visto un grande affare rossastro a forma di “cono” che, dalla volta di Firenze precipitava alla volta di Siena. E’  sparito fra le piante e non ho visto più nulla. In cabina con me c' era mio figlio Vittorio e gli ho chiesto cosa mai fosse quell'affare rosso; aperti gli occhi, stava sonnecchiando, lo ha visto in tempo anche lui.
Fatto tutto quello che avevo da fare, al ritorno, dopo mezzogiorno, mentre passavamo per Ambra ho visto che c’erano molte persone ed ho chiesto che cosa fosse successo; qualcuno ha detto: ” Hanno  visto i Marziani!!” , io allora: ” E’ quell’affare che ho visto stamani!”…  Non l'avessi mai detto!!...  Son venute pure le Autorità.
La mattina dopo il Capitano dei Carabinieri è venuto a prendermi a casa e c’è stato un interrogatorio, ho detto quello che avevo visto e basta! Se invece di essere in quel punto lì ero sulla strada che da Bucine va a Capannole potevo aver visto qualcosa di più, visto che quel “coso” era proprio al di là della strada,. Per me è stato un attimo!! Mi è apparsa quella gran scia rossa e quell’ affare rosso fatto a “cono”.  La sua grandezza sarà stata circa un paio di metri, è stato un attimo, perché fu tanto l'apparire che lo sparire."
Fonti: “Archivio CRP”

Il caso Rosa Lotti con la nostra inchiesta e stato pubblicato
integralmente su : “ Notiziario UFO” n.44 Marzo-Aprile 1972

4 Novembre 1954 Campiglia Marittima (Grosseto) h. 19.15
Fonti : Il giornale del Mattino 4 Novembre 1954
Titolo:  A colloquio con il colono che afferma di essere stato sfiorato da un ordigno luminoso.
Sottotitolo: Il misterioso oggetto è simile a quello avvistato lunedì notte da nove persone nelle vicinanze di Bucine in Valdarno.
Siamo Stati al podere "Caldana" nel comune di Campiglia Marittima in prossimità del noto castello di Magona a parlare col colono Placido Gino Gibin che la sera del 4 Novembre ‘54 sarebbe stato quasi investito da un "Sigaro Volante".
Il Gibin è un uomo sulla quarantina dalla media statura, con piccoli baffetti, che non ama troppo la conversazione o per lo meno non gradisce parlare dello straordinario episodio che lo ha avuto come protagonista. E' un uomo talmente riservato che se non fosse stato spinto sul momento dall'impressione provata non avrebbe quasi certamente raccontato a nessuno quanto aveva visto. In effetti a rendere l'episodio di pubblica ragione non è stato lui, ma il dottor Alberto Merciai, proprietario della villa di Magona, con il quale, come del resto con i propri famigliari, il colono si era confidato raccomandando la massima riservatezza. Ieri, con noi, non voleva ripetere il suo racconto ed è stato difficile convincerlo che ormai non era più il caso di tacere una cosa che era dominio pubblico. Il Gibin ha così finalmente detto:
“ La sera del 4 Novembre scorso, erano le 19,15 circa, stavo percorrendo a bordo della mia bicicletta, proveniente da Caldana, presso Venturina, la strada di campagna dirigendomi verso la mia abitazione; quando ho scorto improvvisamente nel cielo procedere a velocità sbalorditiva un "Sigaro Volante ", lungo 4 o 5 metri, che si dirigeva verso di me, abbassandosi notevolmente di quota fino a raggiungere pochi metri da terra. Mi sono impaurito e, abbandonata la mia bicicletta sono fuggito velocemente a ripararmi a ridosso di un muricciolo di lì poco distante. Mi ero addossato un attimo al muro, in preda ad un giustificato timore, quando mi sono visto raggiungere dallo strano ordigno a forma di " Sigaro". Esso mi pare abbia emanato una luce ancor più accecante e, roteando con un angolo di 45 gradi, ha volto la sua corsa in direzione dell’abitato di Campiglia Marittima emettendo nel frattempo un rumore, in tutto simile al fruscio di un enorme branco di colombi che passano in volo. Non mi è stato possibile calcolare la velocità della strana “cosa” ma posso dire che era pazzesca.
Non so rendermi conto come il “Sigaro "abbia potuto scomparire all'improvviso, dal momento che dopo la brusca inversione della rotta è venuto a trovarsi di  fronte al monte, ne comprendo come, data la sua straordinaria velocità, l'apparecchio abbia potuto riprendere quota per evitare l'urto. Dopo aver attentamente seguito il racconto del Gibin, chiediamo se abbia avuto l'impressione che a bordo del "Sigaro”  potesse trovarsi un qualche essere.
Il colono ha risposto che, data la straordinaria velocità del sigaro, gli era stato impossibile rendersene conto. Abbiamo allora scambiato altre parole sulla straordinaria faccenda, e ci siamo preoccupati successivamente di interrogare alcuni contadini della zona per avere il loro giudizio in proposito. Fra le persone interrogate, e sono molte, non ve n’è stata nemmeno una che abbia avuto una parola di disistima verso il Gibin. Tutti coloro hanno detto che è un uomo serio, con la testa sulle spalle, come suol dirsi degno della massima fiducia. Ognuno ha dichiarato di essere fortemente convinto della veridicità della dichiarazione fatta dal Gibin ed ha concluso che egli possa essere stato colpito da una qualche allucinazione. Ma stupisce ugualmente il fatto che egli sia stato il solo a vedere quel grande fascio di luce. Tanto  più che a pochi passi dal luogo dove il Gibin ha rischiato di essere investito dal Sigaro, sorgono due casolari abitati da due famiglie che non si sono accorte assolutamente di nulla. Resta tuttavia particolarmente significativo il fatto che  l'ordigno luminoso descritto da il Gibin ha caratteristiche molto simili all'oggetto luminoso che fu avvistato nella notte fra lunedì e martedì scorso, da 9 persone , in tre località diverse della zona di Bucine, nel Valdarno ed anche a Pietraviva, a Cennina, e sulla strada fra Bucine e Mercatale Valdarno.
I nove testimoni del singolare fenomeno furono concordi nel dichiarare che l'ordigno si spostava ad elevata velocità e poteva cambiare rotta repentinamente; e che emetteva una luce tanto potente da essere paragonata allo scintillio rosso bluastro di una saldatura elettrica. L'unico elemento nuovo, nelle descrizioni del Gibin, è quello del caratteristico rumore dell'ordigno: si potrebbe pensare che, se trattasi di qualche cosa di simile a quello avvistato nel Valdarno, l'ordigno deve essere passato molto più vicino al Gibin che alle 9 persone della zona di Bucine , le quali dichiararono che il “ disco” non emetteva, nel suo volo, alcun rumore.
Dal nostro inviato FELICE   SILVESTRI  Fonti: Quotidiano “Il Giornale del Mattino”4/11/1954

6 novembre 1954 Roma h.11 La Croce su Roma
Verso le ore 11 di quel 6 novembre 1954, il dr. Perego si trovava a Roma nel quartiere Tuscolano, nei pressi dello stabilimento di acque minerali Neri. Nel sollevare casualmente lo sguardo, la sua attenzione fu colpita da alcuni minuscoli « puntolini bianchi » in movimento nel cielo limpido e azzurro. Una ventina di operai della ditta Neri si trovavano attorno al Perego; di essi, parte videro a loro volta i « puntini », altri no (presumibilmente perché dotati di minore acutezza visiva). Incuriosito, il diplomatico salì sul tetto a terrazza dello stabilimento e vi rimase, affascinato dallo spettacolo celeste che si stava svolgendo sotto i suoi occhi, per circa due ore. Altre persone, via via, si  univano a lui, ma tutte si stancavano presto dell'osservazione e se ne andavano. I « puntini » erano altissimi, e sembravano « capocchie di spilli ». Arrivavano a « squadriglie ». restavano visibili 30 o 40 secondi. Poi « scomparivano fra le brume ». Ad un primo gruppo di quattro oggetti in perfetta formazione a « losanga » seguirono, ad intervalli di 3 o 4 minuti. altre «squadriglie » di quattro, di sette, di dodici unità, rispettivamente in formazione a « losanga », a « delta », ad « angolo ottuso ». Talvolta gli oggetti lasciavano dietro di sé una « cortissima scia bluastra ». Dopo circa rnezz'ora di osservazione, il dr. Perego calcolò che fossero presenti su Roma una cinquantina di oggetti, anche se riusciva a vederli solo a gruppi e saltuariamente.
Verso mezzogiorno si verifico il fatto sensazionale che tanto avrebbe influito sull'opinione ufologica del testimone: da oriente procedendo verso Ostia, apparve una grossa « squadriglia » di venti oggetti in perfetta formazione a «V »; quasi contemporaneamente, una formazione identica apparve in senso opposto. Nel giro di pochi secondi, le due « squadriglie » s'incontrarono vertice contro vertice. formando nel cielo una grande « croce greca » di quaranta apparecchi (dieci per ogni braccio). Senza scomporsi, la «croce » ruotò su se stessa per tre quarti di angolo giro, trasformandosi in una « X ». Poi le due « squadriglie » si staccarono l'una dall'altra, e ciascuna assunse una forma ondulata (« a serpentina »). « Dopo alcune curve » nel cielo, le due formazioni scomparvero alla vista, forse portandosi a quota più alta. L'intera manovra era durata circa tre minuti. Il dr. Perego calcolo che la « croce » fosse stata « disegnata » in direzione di Trastevere-Montemario e cioè al di sopra della Città del Vaticano.
Dal cielo cominciarono a cadere filamenti lunghissimi (otto o dieci metri). lucenti, simili a fili di ragnatela. Il testimone riuscì a prenderne uno: sembrava fatto di una sostanza vetrosa, che volatizzava in poco tempo. Gli «apparecchi » continuavano ad apparire, a volte in « squadriglie », a volte  in fila indiana. Il Perego notò che quando gli oggetti si concentravano in una stessa zona del cielo, si formava, al di sotto di loro una specie di alone bluastro opaco che li nascondeva alla vista. Ad un certo momento, un'intera successione di «squadriglie » sembrò concentrarsi in direzione del centro di Roma. - Contai - racconta il testimone - fino ad ottantacinque apparecchi. Dedussi che sulla città dovessero trovarsi allora, almeno un centinaio di oggetti -. Il va e vieni continuò fino alle 13. A quell'ora, gli «apparecchi » si allontanarono definitivamente (« non saprei dire verso quale direzione »). Il dr Perego attese con curiosità l'uscita dei giornali della sera. Con sua enorme sorpresa, nessuno accennava minimamente al passaggio dei « dischi ». Si recò alla redazione di un quotidiano dove  aveva delle amicizie, e raccontò il suo avvistamento. I giornalisti lo guardarono increduli. Il Perego si rese conto, allora, che solo lui e poche altre persone si erano accorte della presenza dei « puntini » nel cielo di Roma. Decise quindi, per il momento, di non far pubblicare la sua testimonianza. Come si è detto. essa verrà riferita direttamente dal protagonista soltanto nel 1957.
Molti anni dopo si è saputo che fra i testimoni dell'avvistamento ci fu anche il sig. Giancarlo Barattini, futuro fondatore e animatore del C.U.N. (Centro Unico Nazionale, oggi « Centro Ufologico Nazionale ». FONTI: A. Perego: « Svelato il mistero dei dischi volanti », edizione propria. Roma 1957, pagg. l6-18: « L'Europeo » del 3 febbraio 1957. Articolo tratto dal volume “UFO in Italia. L’ondata del 1954.Corrado Tedeschi Editore. pagg. 326-329. Autori : Boncompagni-Conti-Coppetti-Lamperi-Ricci-Sani

8 Novembre 1954 Badia Coltibuono h.18.30
Fonti: Il Giornale del Mattino del 24 Novembre 54
Nel Cielo tra il Chianti ed il Valdarno uno studente ha fotografato il passaggio di un globo luminoso.
L’interessante documentazione, il racconto del giovane e la strana traiettoria del misterioso corpo volante.
Dal nostro corrispondente- Montevarchi 24 novembre 1954
Un "Disco Volante" o comunque un globo luminoso in volo nel nostro cielo è stato fotografato in quattro fasi successive. Il fatto, veramente eccezionale e che siamo in grado di documentare con le fotografie che pubblichiamo, avvenne l’8 Novembre scorso al bivio di Badia Coltibuono, a cinque Kilometri da Gaiole in Chianti, sulla strada che porta a Montevarchi: spettatore del fenomeno e autore delle fotografie è un giovane universitario che frequenta la facoltà di Agraria a Firenze e che, per evitare la non sempre gradita popolarità, vuole mantenere l'incognito; il giovane risiede in comune di Castelnuovo Berardegna e possiede le negative delle quattro fotografie.
Ecco il suo racconto. Erano le 18,30  circa di lunedì 8 Novembre. Nella serenità del cielo apparivano le prime stelle. Il nostro giovane con la sua "Giardinetta", provenendo da Montegrossi ( una piccola frazione dell'alto Chianti, in comune di Gaiole), si era fermato al bivio di Badia Coltibuono, dove sostavano alcune persone; poi riprese la strada verso Montevarchi.
Aveva innestato la seconda marcia, quando vide in cielo, posizione Nord/Est, un corpo luminoso che andava ingrandendosi. Fu un attimo, pensò subito ai dischi volanti; fermò l'auto e poiché aveva a portata di mano una buonissima macchina fotografica (una Rolleicord ), fissò il corpo luminoso e la fece scattare. Il corpo luminoso intanto s’ingrandì. Il giovane scattò ancora l’obiettivo, in quel mentre, e cioè a quasi cento metri dal bivio, il corpo luminoso mutò improvvisamente direzione, verso Sud/Est, verso il paese di Montegrossi. L’obiettivo lo colse anche in quel momento e anche successivamente, cioè quando ormai il globo luminoso non era che un puntino, come una stella di prima grandezza, nel cielo della sera. Ci è stato possibile sapere del fatto e assicurarci le fotografie soltanto perché il caso ha voluto aiutarci. L’universitario aveva fatto stampare in Valdarno le fotografie, ma aveva raccomandato al fotografo la massima riservatezza; tuttavia le aveva poi mostrate in un garage di San Giovanni Valdarno. Chi le aveva viste, nonostante l’impegno di mantenere il segreto, ne aveva parlato e la notizia era giunta anche a noi. Ci siamo dati da fare. E l’altra sera, alle 22, eravamo vicini a Castelnuovo Berardenga. Era tardi, ma il giovane stava ancora studiando; si preparava agli esami che sta sostenendo in questi giorni. Lo conoscevamo da tempo anzi, nella scorsa estate, eravamo stati suoi ospiti. Una bugia, e siamo stati accolti come amici e non come giornalisti. Ma, posto il discorso sulle apparizioni di fusi e di dischi verificatesi in questi giorni anche nel Chianti, il giovane si è aperto e ha aperto anche il portafoglio, traendo le quattro fotografie che custodiva gelosamente. Dopo una lunga schermaglia siamo riusciti ad ottenerle. Alle nostre obiezioni che potesse trattarsi di un meteorite (o stella cadente), il nostro amico ha escluso una tale ipotesi, facendoci giustamente osservare che un meteorite ha una sua traiettoria, mentre invece il globo luminoso da lui osservato cambiò a un certo momento direzione.
Un altro rilievo; a un esame attento del negativo della prima fotografia, il corpo luminoso appare leggermente appiattito e nel suo maggiore diametro è visibile come una specie di anello.                         
DANILO MASINI
Confessiamo che siamo stati molto perplessi prima di pubblicare le fotografie che accompagnano questo testo. Fotografie analoghe a quelle non è difficile “fabbricarle” in casa; diremmo anzi che
è più facile inventare un “disco volante” in un gabinetto fotografico che fotografarne uno vero in volo nel cielo; e non vorremmo davvero –sarebbe offendere i nostri lettori- seguire l’esempio di altri giornali che hanno pubblicato lampanti trucchi fotografici. La nostra perplessità era motivata inoltre dall’essere a conoscenza della difficoltà di riprendere con un obiettivo fotografico un corpo luminoso volante in un cielo notturno: al fotografo occorrono particolari doti di prontezza e immediatezza di riflessi, rapidità di esecuzione e perfetta conoscenza del mezzo tecnico ( la macchina fotografica): e quanto all’oggetto-in questo caso il corpo luminoso- è necessario, che esso, possa essere fotografato di notte, sia estremamente luminoso e proceda ad una velocità non eccessiva. Se d’altra parte abbiamo superato la nostra perplessità e i nostri dubbi, è stato unicamente perché le fotografie non ci sono giunte anonime; conosciamo bene il nostro corrispondente Danilo Masini e non ignoriamo chi è lo studente che ha scattato le fotografie; non ne riveliamo l’identità per rispettare un suo desiderio, ma teniamo il suo nome e cognome a disposizione di chiunque avesse qualche dubbio sulla autenticità di queste fotografie. La persona è al di sopra di ogni sospetto ed è da escludere che abbia voluto sorprendere la nostra buona fede e quella dei nostri lettori: comunque è logico che la “ responsabilità” della singolare documentazione fotografica è assolutamente sua.



Fonti: Il Giornale del Mattino del 24 Novembre 54

 

29 Novembre 1954 Castelnuovo Berardenga, Siena.h.(non riferito)
Corpo luminoso con lunga scia di fumo che esplode in aria senza avvertire alcun rumore. 
Fonti: “Il Giornale del Mattino” 1-12-1954

 


 

3 Dicembre 1954 Grosseto h. mattina.
Fonti: La Nazione 4/12/54
Decine e decine di persone di Montebono hanno osservato in mattinata il passaggio nella zona di due "Sigari Volanti". Per la prima volta il fenomeno è stato osservato poco prima dell'alba da alcuni coloni che hanno visto chiarissimo nel cielo, ad una quota inferiore ai cento metri, uno strano ordigno a forma di grande panciuto sigaro. Il fatto si è ripetuto poco dopo le otto. In questa circostanza i testimoni si sono contati a decine. Proveniente da Est e diretto verso Ovest, un sigaro volante ha sorvolato le immediate vicinanze di Montebono, ad una altezza che si aggirava, definita da uno degli osservatori, Pietro Bosconi, fra i trenta e i cinquanta metri. Le dimensioni del sigaro, calcolata la breve distanza e altezza, sarebbero state di 3 metri di diametro e 10 metri di lunghezza.
Il gruppo dei testimoni che il nostro corrispondente ha interpellato (Ferruccio Lombardi, Luigi Conti, Pietro Ranaioli ed altri) ha notato sul fondo della navicella la presenza di un grande oblò sporgente: ai lati del sigaro sono state riscontrate piccole alette di colore bianco. Il corpo, che volava a bassa velocità, emanava luce rosata.
Il fatto più strano è che il sigaro si è abbassato lungo la china della montagna fino quasi a raggiungere l'alveo del fiume Fiora: poi si è levato a gran velocità in posizione verticale. Inutile dire l'impressione suscitata dal fenomeno nel tranquillo paesetto di montagna tagliato fuori da tutte le strade di comunicazione. Fonti: La Nazione 4/12/54

3 Dicembre 1954 Grosseto Città h.dopo le 10.00.
(Caduta di Bambagia Silicea)

Anche a Grosseto città sono stati osservati strani oggetti volanti e poco dopo le 10 si è verificata una abbondante caduta della nota Bambagia. Due giovani cacciatori, Mario Goracci e Beppe Valiasi, che si trovavano a caccia nell'ente riserva Grossetana e il guardiano che li accompagnava, hanno osservato, verso le 9 per alcuni minuti, l'evoluzione di uno strano sigaro volante. L'oggetto luminosissimo volava ad una quota di due o tremila metri e a velocità moderata in direzione Sud-Ovest. Lo stesso oggetto era stato avvistato anche in città. Fonti: La Nazione 4/12/54

Avanti >>

Torna su

 

 

joomla template

Copyright © Centro Ricerche Prato. Tutti i diritti riservati.

Per informazioni scrivere a info@crprato.it o chiamare il numero 331 3136316.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalita illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di piu o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti ad un utilizzo dei cookie.
Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, premi su privacy policy.

Se accetti i cookie chiudi questo popup.