Prato nel mondo

Curzio Malaparte

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Curzio Malaparte visto attraverso i quotidiani  dell'epoca

Una carrellata di notizie giornalistiche riguardanti il periodo 1955-1961

Ricerche: Istituto culturale e di documentazione Lazzerini


 

  

Curzio Malaparte
Nome d'arte di Kurt Erich Suckert
Nato a Prato, il 9 giugno 1898 + Roma, 19 luglio 1957.

Giornalista e scrittore, direttore di famosi giornali, fondatore di riviste letterarie, diplomatico italiano.

  


 Fonti:La Nazione 19-7-83

Ventisei anni fa moriva a Roma lo scrittore Curzio Malaparte.

19 luglio del 1957 moriva Curzio Malaparte dopo una lunga agonia alla clinica Sanatrix di Roma. Una agonia lucida, con lampi di speranze e di disperazione, che si alternavano come si alternavano le visite al suo capezzale. Finì, poi, che padre Virginio Rotondi,lo confessò e lo assolse, aprendo così un dibattito lungo, quanto inutile, sulla conversione dello scrittore.
Curzio Malaparte, che era nato a Prato nel 1898, ha rappresentato, nel mondo culturale della prima metà del secolo, e quella che poi sarebbe diventata la scelta europea. Di questa Europa stanca, lacerata dalle dittature e dalle guerre, ma contemporaneamente piena di fermenti culturali validi ancora oggi, lo scrittore giornalista sentiva le debolezze, avvertiva il deterioramento degli oggetti e la putrefazione delle idee, ma anche, e con profonda nostalgia, il palpitare di quella cultura mitteleuropea che aveva costruito l'impalcatura socio culturale della fine dell'ottocento e del principio del novecento.
Se scrittori robusti come Mann e tardoromantici come Wiekert raccontavano il toro tempo in preda a nazionalismi più o meno stemperati, Malaparte fu uomo al di sopra dei confini.
Prima di tutto fu uomo europeo, scrisse in tedesco e in francese come sue seconde lingue, si mosse con curiosità e spesso con dolore per le strade di un'Europa sconquassata, rotta,distrutta, ma non per questo, meno ricca di idee e di fantasie che lui — uomo eternamente di parte — seppe distillare e porgere al di e sopra delle parti.
Re e governatori, sergenti e generali, ricchi e poveri finiscono tutti quanti per diventare «angelus» di un tempo vecchio che corre verso la morte e «martiri», di nuovi tempi in arrivo.
Il sangue, il disfacimento, la miseria delle cose che si sfanno, attrassero in modo particolare Curzio Malaparte: avvertiva, in questo putridume, la sofferenza dei deboli, verso i quali fu sempre istintivamente portato e il lento disfarsi dei prepotenti.
Nessuno, dopo di lui ha saputo raccontare (fatta forse eccezione per il suo contemporaneo Hemingiway) lo scontro fra armi e idee,l'impatto fra guerra e cultura, fra tempo che passa e immobilità della morte. Una morte che Malaparte vide sempre come un polipo dalle mille braccia, o come una donna che soffoca abbracciando. I topi di Yasey, la notte del pogrom in Romania, è emblematica dì questo abbraccio di cadaveri.
Europa marcia di morte, come una madre distrutta da portare sempre nel cuore con rabbia e purezza, con amore e repulsa, con odio fatto di fascino. Nel 1957 aveva già tracciato una larga strada verso il duemila esaminando i mali sui quali il nuovo secolo si sarebbe sviluppato e sarebbe cresciuto.
Fonti: La Nazione: 19 Luglio 1983

 


   Fonti:La Nazione 20-7-1955


Fonti: La Nazione 20-5-1956

  


 

Fonti: Giornale del Mattino 12 Marzo 1957

 

 

 

 Fonti: Giornale del Mattino 14-5-1957

 

 

 

 

Fonti: Giornale del Mattino 9-7-1957

 

 

  

Fonti: Giornale del Mattino 21-7-1957

 

  Fonti: Giornale del Mattino 23-7-1957

 

Fonti: Giornale del Mattino 27-7-1957

 


 

Fonti: Giornale del Mattino 11-7-1961

Fonti: La Nazione 17 Luglio 1961

Fonti: Giornale del Mattino 20 Luglio 1961


 

Sulla cima del Monte Le Coste si trova la tomba di Curzio Malaparte (1898-1957)



Il Comune di Prato e la Biblioteca di Via del Senato di Milano, hanno organizzato questo evento:

"Malaparte, arcitaliano nel mondo".

La Mostra è stata visibile al Museo del Tessuto di Prato dal 6 novembre 2010 al 30 gennaio 2011.

 

Malaparte, arcitaliano nel mondo



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