La cattura (Maggio-Giugno 1295)

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P a p a   C e l e s t i n o   V


     P i e t r o    A n g e l e r i o

(P i e t r o   d e l   M o r r o n e)


  La cattura     

Maggio 1295 Gli uomini del Re e del Papa sono a Vieste per prendere in consegna Pietro e portarlo ad Anagni da Bonifacio VIII.

16 Maggio 1295 Inizia così il viaggio di Pietro sotto una scorta di Cavalieri e Dignitari, guidati dal Connestabile del Regno Guglielmo
D' Estendard. Nessuno di loro immagina ciò che sta per accadere. Ovunque il corteo passa si aggrega una moltitudine di fedeli ma, sopratutto, invalidi, storpi  e disperati che si pongono in attesa ai lati delle strade.Per ovviare a tutto questo si pensa di proseguire di notte. Ma quello che preoccupa di più Bonifacio VIII sono i tanti miracoli che Pietro opera  sulla gente.

Foggia: Libera una donna oppressa dalla servitù di Satana.
Benevento: Salva un uomo che "per grave infermità aveva perso la metà di un lato del suo corpo".
Altavilla: Restituisce l’uso degli arti ad un paralitico.
Maddaloni: Restituisce la vista ad un cieco.
Capua : Restituisce la parola ad un muto.
Cervinara: Ripristina la funzione degli arti a un "Putto storpiato" e l’uso di un braccio a un paralitico.
Teano: Un certo Niccolò, che era stato muto per 15 anni, benedetto dal Santo Padre con il segno della  Croce, recupera perfettamente il parlare.
Mignano: Salva una giovinetta contratta, paralitica, storpiata.
Vairano : Guarisce un tal Maestro Raimondo afflitto da "gravi scrofole alla gola".
Marzano Appio: libera una tal Robertina  anch'essa afflitta "da grosse scrofole alla gola".
Venafro: Restituisce la vista a Pietro di Niccolò di Malapeze" che aveva una infermità agli occhi detta oftalmia".
Aquino : libera una indemoniata "vessata e travagliata dal diavolo".
Ferentino: Guarisce un fanciullo che "pativa una strettezza di petto con asma tanto fortemente che,  sovente ,per ore intere non poteva respirare e restava come morto".
E questo non è che un minuscolo campionario di tutti i prodigi operati da Pietro.La gran parte non fu mai registrata dai cronisti "per la fretta e la velocità che aveva Il Camerario di Bonifacio".
(8) Pag.100-101 La Leggenda del chiodo assassino.Tutte le verità sulla morte di Pietro da Morrone che fu Papa Celesino V. Antonio Grano. Tommaso Maretta Editore.

Taatto dalla "Vita" di Stefano Tiraboschi.
“Ma luy” - il papa Bonifacio VIII-“sentendo i miracoli e la gran devotione di povoli, temeva quello, che se mormorava, che Celestino fosse tenuto per vero papa,e questa era tuta la cason dela persecution soa”.
(13) Pag.231 Centro Celestiniano.S. Pietro del Morrone Celestino V nel medioevo monastico Atti del Convegno storico internazionale 26-27 Agosto 1988 - L’Aquila.

12 Giugno 1295 Anagni. Carlo II si reca dal Papa can Bartolomeo da Capua, per firmare il trattato di Pace. Giacomo di Aragona abbandonava la Sicilia alla Santa Sede, così come le sue conquiste in Italia Meridionale (che sarebbero state restituite a Carlo II) e  accettava le decisioni papali recanti la separazione delle isole Baleari della contea di Barcellona. All’espressa condizione che tali impegni fossero mantenuti, i rappresentanti di Carlo di Valois e di Filippo il Bello rinunciavano all’investitura dell’Aragona. Giacomo D’Aragona avrebbe sposato Bianca d’Angiò figlia di Carlo II e reso la libertà ai suoi tre fratelli, mentre Carlo II avrebbe reintegrato nei loro beni i partigiani dei suoi avversari, in specie Giovanni da Procida e Ruggero di Lauria. Infine Bonifacio VIII riconciliava con la Chiesa il Re Giacomo, la madre regina Costanza, gli infanti Federico e Pietro e tutti i Siciliani…”
(35 ) Pag. 227 Gli Angioini di Napoli, di Emile G. Leonard. Ed. Dall'Oglio.1954.

15 Giugno 1295 Celestino,con il corteo, arriva ad Anagni dove è custodito in una camera vicina a quella del Papa Bonifacio VIII. Anche in questo luogo accade un miracolo ad Adamo di Cussiac, Arcivescovo di Cosenza, che si trova in quei giorni ad Anagni per conferire con il Papa. Colto da violentissime coliche renali, è obbligato a letto da fortissimi dolori.

"Prima che Celestino sia trasferito alla rocca del Fumone, lasciando la città di Anagni,  il miracolato è addirittura un alto prelato, l’arcivescovo di Cosenza, ormai in fin di vita,che pregando il Signore in nome dei meriti di Pietro, ottiene la guarigione.
Interessante l’ambiguità della formula con cui il vescovo rivolge la sua preghiera a Dio, implorando la guarigione in nome dei meriti del papa-eremita: “Domine Deus, deprecor te, ut per merita istius sancti viri fratris Petri aut Caelestini ...”
 (15) 5° Convegno Storico Internazionale - Magisterium et Exsemplum: Celestino V e le sue fonti più  antiche. L'Aquila 31 Agosto 1 Settembre 1990.

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