Pratomagno misterioso ?

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Il Pratomagno e' costituito da una catena montuosa di circa trenta chilometri, che si  estende a SE di Firenze fra il Valdarno e il Casentino. La massima altitudine è raggiunta alla croce del Pratomagno situata a 1591 metri.

 

Dopo avere letto l'articolo della Nazione dell'11 gennaio 1983 " Misteriosi meteoriti piovono a Pian di Sco' " abbiamo deciso di recarci sul posto per approfondire quanto riportato dal quotidiano.                                                                  

                                                La Nazione 11 gennaio 1983                                                                                

L’indagine da noi condotta ha reso possibile l'intervista con i principali testimoni della vicenda, permettendoci di vedere e mettere a confronto i due "sassi" ritrovati.

Il primo ad osservare il fenomeno e' stato il sig.Antonio Sordi, abitante a Pian di Sco'. Il 22 settembre 1980 si trovava a caccia con degli amici in località' Capraia, sopra il paese di Pullicciano, nel comune di Castelfranco di Sopra. Aveva lasciato da poco gli altri cacciatori quando il cane, all'improvviso, si è fermato e si è messo a puntare. Allora lo ha chiamato con un fischio e nello stesso momento ha percepito una specie di sibilo e ha sentito un tonfo, si è girato e ha visto un sasso che rotolava nella strada in discesa. Ha pensato allo scherzo di un amico e non ha dato importanza alla cosa. Subito dopo però ha sentito un odore strano, simile a quello della polvere da sparo o dello zolfo. Incuriosito si è avvicinato allo strano "sasso", lo ha rigirato con un rametto e toccandolo con la mano ha sentito che era caldo. lo ha lasciato un po' raffreddare, poi lo ha preso e lo ha portato via. A casa lo ha messo sulla bilancia e ha visto che il suo peso era di 81,600 grammi.

L'altro cacciatore intervistato è stato il sig. Renato Gorellini, anche lui abitante a Pian di Sco'. L'8 gennaio 1983 mentre si trovava nel bosco in località " Poggio al Farnio" sul Monte Montrago, ha sentito un forte sibilo e voltatosi ha visto muoversi le frasche di un albero, si è avvicinato e, a terra, lì vicino ha notato un sasso poroso dal colore scuro. Lo ha preso e dopo averlo passato da una mano all'altra per il forte calore che emanava, lo ha messo in cacciatora e lo ha portato a casa. Il sasso pesava 220 grammi.

La notizia non è passata inosservata infatti sulla Nazione del 12 gennaio 1983 è apparso il seguente articolo.

La Nazione 12 gennaio 1983

Continuando la nostra ricerca, abbiamo raccolto un'altra testimonianza sulla caduta di una meteorite, sempre nella stessa località'. La sig.L.G. ci ha raccontato questo fatto, che si è verificato intorno agli anni 1940/1941 quando lei era ancora una ragazzina.

Mentre lei e suo padre si trovavano, a raccogliere la legna, in un bosco in località "Le Gualchiere" sul Montrago, hanno sentito un forte sibilo e alzati gli occhi al cielo hanno visto un oggetto scuro che, emettendo scintille e una leggera scia, cadeva a pochi metri da loro. Incuriositi, si sono avvicinati e toccatolo hanno sentito che era molto caldo. Dopo avere atteso circa 10 minuti lo hanno raccolto e lo hanno portato via.

I due cacciatori Gorellini e Sordi alla trasmissione della Rai Portobello

I due cacciatori per approfondire la conoscenza sui due “sassi” ritrovati,hanno partecipato alla popolare trasmissione televisiva "Portobello", su Rai 2, condotta dal celebre presentatore Enzo Tortora. Hanno raccontato inoltre di altri fenomeni che sono accaduti nella zona, come la caduta di alcuni aerei, di cui anche noi eravamo a conoscenza tramite la nostra inchiesta.

Questo è quanto è accaduto:

8/1/1933- Il celebre trasvolatore Australiano Herbert Hinkler cade sul Pratomagno con il suo monoposto in località “Piano dei Ciliegi”. Durante la trasvolata Londra-Sidney.

1944-Un aereo tedesco precipita senza cause apparenti nella zona del Gastra, sempre sul Pratomagno, causando un vasto incendio.

16/11/1980-Un aereo civile SIAI Marchetti con tre persone a bordo partito dall’Aereoporto di Viterbo e diretto a Bologna, cade nello stessa zona a Varco di Gastra in località “Prato alla Casa”.

Da "LA NAZIONE" del 19 novembre 1980. 

La Nazione 19 novembre 1980

Il relitto del Siai/20R

2/11/1980  Varco di Gastra. Un elicottero del Centro Vigili del Fuoco di Arezzo, recuperata la prima salma dell’incidente del 16/1/80 si alza di una ventina di metri e precipita violentemente al suolo. Il pilota si salva. La causa è stata la rottura di un meccanismo del rotore principale.

21 novembre 1980-Aereo civile con quattro persone a bordo che sta volando nella stessa zona , perde quota e precipita a terra. Fortunatamente tutti illesi.  Da "LA NAZIONE" 23-11-1980

 

Fonti: LA NAZIONE 23-11-1980

Anche sui monti del Casentino
Un triangolo delle Bermude?
In una settimana tre velivoli sono precipitati nel Pratomagno.
Venerdì un monomotore da turismo ha concluso la sua corsa in
mezzo a un bosco di faggi:tutti salvi. Il racconto del pilota.

Tre apparecchi, due aerei da turismo e un elicottero, precipitano sul Pratomagno in meno di sette giorni: anche la Toscana ha il suo « triangolo delle Bermuda» dove gli aerei scompaiono a frotte in un suo misterioso vortice d'aria? Tre morti,tutti e tre i piloti, domenica scorsa, schiantatisi sulla cresta del monte al varco di Gastra, forse per la nebbia, forse per il cattivo funzionamento dell'altimetro; anche l'elicottero che cercava di recuperare le salme precipitò e il maggiore Bertoldi che lo guidava si salvò miracolosamente.
Venerdì pomeriggio i miracoli sono stati quattro, tante erano infatti le persone a bordo del SIAI 205 monomotore e tutti e quattro si sono salvati senza farsi un graffio: la corsa dell'aereo, ormai difficilmente controllabile, si è conclusa sulla cinta di una distesa di faggi, a due metri e mezzo da terra. « Erano alberi morbidi — ha commentato il vicepresidente Bella dell'Aeroclub di Peretola — altrimenti si sarebbero sfracellati come se avessero toccato terra».
Invece il pilota Roberto Rossi, 45 anni e abitante a Sesto Fiorentino in via Santa Caterina 81, e gli altri tre soci dell’Aeroclub, Alberto Scatizzi di 18 anni, fiorentino, abitante in Borgo La Croce 47; Alassimo Taddei, di 23 anni, via Verdi 9-B alla Capraia e Lamberto Bersaglieri, di 18 anni, anch' egli fiorentino, via Pier Capponi 19, sono riusciti subito a scendere dal velivolo. «Siamo tutti salvi, ma l'apparecchio è distrutto — sono state le prime parole che i quattro scampati alla morte hanno detto ai loro familiari che erano in preda all'angoscia dalle quattro e mezzo del pomeriggio, quando c'era stato l’ultimo contatto radio con l'aereo che volava a 1200 metri di quota sulla verticale di Pontassieve. L'apparecchio era partito alle 16,22, avrebbe dovuto far rientro all'aeroporto entro un'oretta:alle 16,45, invece è piombato su quei faggi, non molto lontano dal punto in cui, nella notte del 7 gennaio 1933 precipitò il pilota australiano, Herbert Hinkler, che alla maniera di Lindberg, stava tentando la sua seconda trasvolata oceanica da Londra all'Australia passando per l'Italia e l'Estremo Oriente. Morì assiderato dal freddo,dopo essersi spezzato una gamba,un eroe, dalle sue parti. Ma allora, se ci cadevano anche piloti provetti come certo era Hinkler, questa del Pratomagno è una montagna maledetta? «Forse è davvero un punto particolare — ha detto il pilota Roberto Rossi — io volavo a una quota di sicurezza, ma ci siano imbattuti in correnti discendenti davvero imprevedibili. Ero molto al di sopra del monte, ma ho temuto di non farcela a passare, ho compiuto una stretta virata e sono andato verso valle tentando l'atterraggio di fortuna ». — Vi siete resi conto che potevate lasciarci la pelle? « La possibilità c'è sempre, ma io non ci ho pensato. Forse si sono preoccupati di più quelli che ci attendevano a terra e non hanno avuto notizie che un'ora dopo. E' il mio primo atterraggio di fortuna. comunque speriamo che sia anche l’ultimo…». — Lei non mette nemmeno in dubbio di continuare a volare? « No, no, certamente no ». Sua moglie, che pure ha volato tante volte al suo fianco, forse non la pensa come lui, ma risponde: « Tocca a lui decidere, non a me.» Luciano Centini, presidente dell’Aereclub di Arezzo, ha volato centinaia di volte da quelle parti: « No, non è il triangolo delle Bermude — dice sorridendo —, anche se è chiaro che le montagne isolate risentono più delle altre dei fenomeni delle correnti discendenti. Il vento batte sul crinale e va verso l'alto, così in alto si crea una corrente di aria ascendente; sottovento invece si sviluppano vortici e correnti che possono anche essere molto forti. Il volo di montagna è un volo un po' particolare,.. io svolgo un servizio antincendio, con le montagne sono spesso a contatto e so quel che può capitare »,
— Ma allora c'è stata un po' d'imperizia da parte del pilota Rossi?
« No. Non mi faccia dire cose che non ho detto. Non si può mai dire cosa può essere successo su un aereo. E poi l'imperizia è una cosa e l'inesperienza, semmai, è un' altra e anche chi ha volato migliaia di ore può trovarsi in difficoltà in montagna... »,
Insomma il Pratomagno non sarà il triangolo delle Bermude, ma si consiglia vivamente, a meno che non se ne possa proprio fare a meno, di passare un po' più là.
  Ubaldo Scanagatta     (Fonti: LA NAZIONE 23-11-1980)

     La nostra ricerca dei fatti riportati risale al 1984, non sappiamo se i fenomeni di cui vi abbiamo parlato sono continuati fino ad oggi, oppure si è trattato di pura e semplice concidenza.

 


 Filmato del recupero avvenuto dopo venticinque anni dell'aereo caduto il 16/11/1980,tratto da youtube:  http://youtu.be/PU6gyJMJCPk

 


  

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