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Il Processo di Canonizzazione (1306-1312)

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P a p a   C e l e s t i n o   V


       P i e t r o    A n g e l e r i o

(P i e t r o   d e l   M o r r o n e)


 Il Processo di Canonizzazione  

13 Maggio 1306 L’Arcivescovo di Napoli Giacomo Capocci e l’Arcivescovo di Valva e Sulmona Federico Raimondo de Lecio sono incaricati dal Pontefice Clemente V di preparare il processo di canonizzazione di Pietro del Morrone. Vengono presi in esame tutti quelli che sono stati tetsimoni di fatti straordinari e miracoli documentabili,per intercessione di Pietro Celestino, e sono veramente tanti. Vengono raccolte ben 322 testimonianze giurate. Verranno a lui attribuiti ben 86 miracoli di cui 11 accettati nel processo di canonizzazione e beatificazione. L’ordine dei Celestini arriverà a contare 96 Monasteri in Italia e 21 in Francia.

25 Maggio 1306 Il processo di canonizzazione di Pietro del Morrone continua a Capua per proseguire nei giorni:
27 Maggio 1306 a Castel di Sangro e successivamente...
29 Maggio 1306 a Sulmona e di nuovo a Sulmona il 6 Giugno.

4 Giugno 1306 Continua il processo di canonizzazione a Santo Spirito di Valva poi Ferentino e  infine nel monastero di Sant’Antonio ove riposava il corpo di Celestino.
(12) Pag.177/178 libro II- 1987. Centro Celestiniano. Sezione storica. “Predicare Populo in Habitu Heremitico. Ascesi e contatto col mondo negli atti di canonizzazione di Pietro del Morrone” di Paolo Vian.
                                            I Miracoli
Tratti dal processo di canonizzazione
“Donna Gemma, moglie del fu Panfilo di Riccardo di Sulmona, di anni quaranta circa…disse che lei ha un figlio di nome Bartolomeo, che all’età di due anni era afflitto da una malattia che gli rodeva la carne del volto e delle altre parti del corpo, tanto che a tutti quelli che lo vedevano sembrava colpito dalla Lebbra, e siccome per i medici di Sulmona era ritenuto incurabile, lei stessa dispose di portarlo alla presenza del detto fra Pietro del Morrone, dal quale si portavano molti malati. Il bimbo venne portato direttamente dal notaio Giovanni…”Quando Pietro lo vide arrivare col bimbo in braccio l’apostrofò.“ Giovanni, hai un figlio ? ” Ed egli: “ Padre, non son io, ma mio fratello ha un figlio che considero come mio,eccolo colpito da una grave malattia.Ti prego, aiutalo! “ Pietro gli rispose:“ Non temere che Dio lo aiuterà e lo libererà”. Lo segnò  col segno della croce nel corpo,davanti e di dietro,e di lì a otto giorni il bimbo fu completamente libero da questa malattia”.
(33) Pag.210  Il Papa contadino (Celestino V e il suo tempo) di Paolo Golinelli. Ed. Camunia. Firenze 1966.

I miracoli quì di seguito riportati sono tratti da : La “Vita et obitus Beati Petri confessoris Celestini Pape Quinti” e le sue fonti. Di Silvia Martina. 5° Convegno Storico Internazionale-Magisterium et Exsemplum: Celestino V e le sue fonti più antiche. L'Aquila 31 Agosto 1 Settembre 1990.

- nel capitolo I  della guarigione di una donna cieca a causa di una grave malattia, che riacquistò la vista dopo l’imposizione di una croce di legno inviatale da Pietro a mezzo del marito;

- nel capitolo IV di un uomo impazzito che guarì dopo essersi cibato di un pane benedetto offerto da Pietro;

- nel capitolo V di una donna affetta da una malattia febbrile così grave da far temere per la sua vita. Pietro le mandò un panno di lino e la donna dopo aver riposato un po’ sotto di esso, si alzò guarita.

- Nel capitolo VII  De rupturis et diversis morbis per eum sanatis viene descritta la guarigione di una fanciulla afflitta da una piaga al piede, avvenuta subito dopo aver ricevuto un segno di croce sull’arto ammalato. Dopo pochi giorni, si narra, sparirono dal suo corpo anche le cicatrici del male sofferto.

Il capitolo X  De contractis contiene due miracoli avvenuti durante il pontificato di Pietro.

Nel primo la miracolata è una donna gonfia e gialla in tutto il corpo da quattro anni che, condotta sulla strada dove passava il papa, fu da lui benedetta e subito riacquistò la salute.

Il secondo avvenuto in modo analogo si riferisce ad una donna contratta nelle membra a tal punto che necessitava di aiuto per spostarsi da un luogo all’altro.

Nel capitolo XII, che racconta dei miracoli avvenuti dopo la morte di Pietro, vengono ripresi dalla Bolla tre miracoli:il paralitico che non poteva camminare né stare eretto né parlare che fu liberato dal suo male dal contatto con una catena di ferro appartenuta, secondo alcuni, a Pietro.

- Un notaio di Roccamorice che non credeva nella Perdonanza. Egli vedendo la folla di gente che si recava all’Aquila per ottenere l’indulgenza chiese a qualcuno dove fosse diretta tutta quella turba di uomini e saputolo fece del sarcasmo osando dire che il potere di remissione della pena e colpa nell’indulgenza era tanto quanta la possibilità di un bastoncino di conficcarsi nella pietra. Avvenne a quel punto il miracolo: l’uomo diresse il bastoncino verso la pietra ed esso si conficcò in essa. Allora il predetto notaio piangendo si legò la pietra al collo e seguendo il popolo si recò all’Aquila dove lasciò a perenne testimonianza del miracolo la pietra col bastoncino conficcato.
(15) La “Vita et obitus Beati Petri confessoris Celestini Pape Quinti” e le sue fonti. Di Silvia Martina. 5° Convegno Storico Internazionale-Magisterium et Exsemplum: Celestino V e le sue fonti più antiche. L'Aquila 31 Agosto 1 Settembre 1990.

Questa è solo una piccola parte di tutti i prodigi operati da Pietro del Morrone.

14 Settembre 1307 Viene deliberato per ordine del re di Francia Filippo il Bello l’arresto di tutti i Templari. Dispacci inviati a tutti i procuratori del regno ordinano di tenersi pronti con gli uomini in armi per l’alba del 13 Ottobre.  (39) Pag. 38 La fine dei Templari. Andreas Beck. Editore Piemme.1994.

Il loro potere crescente fu anche la causa della loro rovina. Con l’affermazione delle monarchie rispetto al potere papale, infatti, aumentò anche la diffidenza dei sovrani nei loro confronti. Così cominciarono a diffondersi leggende e calunnie, e nacque una epopea ricca di misteri che continua ad affascinare ancora oggi.
(67) I Cavalieri di Cristo. Gli ordini religio-militari del medioevo. XI-XVI secolo.

13 Ottobre 1307 Inizia la sistematica distruzione dell’Ordine Templare. In una sola   giornata per ordine del grande inquisitore di Francia Guglielmo Imbert e del consigliere del re Nogaret. Filippo IV il Bello fa arrestare i membri dell’ordine, con le accuse di cospirazione, sacrilegio, pratiche sataniche e sodomitiche ; il papa Clemente V, inizialmente si oppone ma dopo un processo farsa che durerà sette anni, si arrende alle pressioni del potere politico e decreta la drammatica soppressione dell’ordine; centinaia di Templari vengono brutalmente torturati e sterminati con la complicità della Santa Inquisizione. (39) La colpa della rovina dell’Ordine del Tempio va attribuita in gran misura a Filippo a ai suoi consiglieri. Al papa va rimproverata la sua debolezza.
(39) Pag.65  La Fine dei Templari. Andreas Beck. Editore Piemme.

Così scriveva il Papa ai sovrani di Spagna e Portogallo ” Giustizia vuole che, affinché si appuri nel modo più certo e chiaro la verità dei Templari, essi siano sottoposti alla tortura. Vescovi e delegati però hanno dimostrato poca sagacia, trascurato  questa misura. Esigiamo esplicitamente che venga applicata nei confronti dei Templari ogni sorta di tortura che porti a una rapida e completa rivelazione della verità. I santi canoni esigono che in simili circostanze le persone sulle quali gravano sospetti tanto chiari e inequivocabili siano affidate ai boia del tribunale ecclesiastico.”
(39) Pag.140  La fine dei Templari. Andreas Beck. Editore Piemme.1994.

1308 Francia. La Chatre. Viene fondato un monastero di Celestini anche in questa città.

1308 Francia. Per dotare la nuova abbazia Celestiniana di Monte Chattry presso Bourges di una reliquia di Celestino V si mutilò nuovamente la salma.
(83) Pag.160 Due papi per un Giubileo. Celestino V. Bonifacio VIII e il primo Anno Santo.Chiara Frugoni. Ed. Rizzoli.2000.

5 Maggio 1309 Muore a Poggioreale (Napoli) Re Carlo II D’Angiò lasciando sua figlio Roberto come erede.

1309 Papa Clemente V sposta la corte ad Avignone, inizia la “cattività Avignonese”, vi rimarrà fino al 1377.
(106) Pag.28   Centro Celestiniano. Celestino V e le sue immagini nel Medioevo. 24-25 Maggio 1991. L’aquila.

1310 al 1317 Roberto da Salle, celestino, viene nominato procuratore al monastero di S.Spirito a Maiella.

27 Agosto 1310  Re Caroberto nipote di Carlo II d’Angiò viene insignito Re della santa corona degli Ungheresi e successore di Santo Stefano. (35) Pag.227 Gli Angioini di Napoli, di Emile G. Leonard, Ed. Dall'Oglio,1954.

1311 Bergamo. Fondazione del Monastero Celestino di San Nicola a Bergamo da Guglielmo Longhi Cardinale diacono di S.Nicola in Carcere Tulliano.
(45) Pag.14 Celestiniana.Arsenio Frugoni. Istituto Storico Italiano per il Medioevo. Roma 1954.

3 Aprile 1312 Francia, Concilio di Vienne. Dinanzi al concilio, riunito in sede plenaria, si decreta lo scioglimento formale dell’ordine dei Templari.

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