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La Bolla della Perdonanza (29.9.1294)

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P a p a   C e l e s t i n o   V


    P i e t r o    A n g e l e r i o

(P i e t r o   d e l   M o r r o n e)


 La  Bolla 

29 Settembre 1294 "Nel giorno della ricorrenza dei S.S.Arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele, Celestino V  rilascia la formale Bolla di concessione della Perdonanza già donata oralmente il giorno della sua incoronazione. Scrive Raoul Manselli: “ La Perdonanza è stato Il miracolo dell’irruzione di Dio nella storia.” Con questo atto Celestino V intendeva probabilmente valorizzare la festa di San Giovanni, al quale era particolarmente devoto, ed insieme la Chiesa del suo ordine e la sua stessa consacrazione pontificia, elevata così a momento mitico da ricordare liturgicamente ogni anno, ma finiva con l’elevare la nuova città dell’Aquila al livello delle grandi mete di pellegrinaggio, ponendo le  basi per il suo decollo economico." 
(34) Pag. 32-33 Il Giubileo Storia e pratiche dell'Anno Santo, Gianpiero Bof, Pietro Cannata, Paolo Golinelli, Renato Stopani, Ed. Vallecchi,1995.

La Bolla della Perdonanza

"Celestino vescovo, servo dei servi di Dio, a tutti i fedeli di Cristo che vedranno questa lettera, porge il saluto e l'apostolica benedizione.Tra le feste dei santi tanto più solennemente deve onorarsi la memoria di san Giovanni Battista in quanto egli, nascendo dal grembo di una donna sterile, fecondo di virtù, di santi doni, fonte feconda della parola degli apostoli e silenzio dei presenti, annunciò con pubblici discorsi e col segno meraviglioso del suo indice la presenza di Cristo in terra, luce del mondo immerso nelle tenebre dell'ignoranza, per la qual cosa seguì misteriosamente il suo glorioso martirio, imposto dalla visione della donna impudica. Noi, che nel giorno della Decollazione di cotesto santo, nella chiesa aquilana di Santa Maria di Collemaggio dell'ordine di san Benedetto, ricevemmo l'insegna del diadema impostoci sul capo, desideriamo che questa chiesa sia ancora più onorata e venerata con inni e canti e con le preghiere devote dei fedeli. Perciò, affinché in questa, stessa chiesa la festa della Decollazione del Battista sia elevata ci onori speciali con la devota frequenza del popolo del Signore e tanto più devotamente e assiduamente sia onorata, quanto più la semplice invocazione di coloro che si rivolgono al Signore lì trovi i gioielli della Chiesa risplendenti di doni spirituali che giovino a essi nei tabernacoli della vita eterna, tutti coloro che saranno veramente pentiti dei peccati confessati e che dai vespri della vigilia della festa fino ai vespri immediatamente seguenti la festa stessa ogni anno entreranno nella predetta chiesa, assolviamo da ogni colpa e pena che meriterebbero per i loro delitti e per tutto quel che commisero a partire dal battesimo, per la misericordia di Dio onnipotente, e confidando nell'autorità dei santi Pietro e Paolo, suoi apostoli.
Dato all’Aquila, il 29 settembre del primo anno del Nostro pontificato."

2 Ottobre 1294 Celestino V scrive a Edoardo re d’Inghilterra per comunicargli di avergli mandato un suo rappresentante, Bertrando de Goth, canonico di Lione, affinchè lo esorti a favorire la conclusione della pace fra Inghilterra e Francia.

Ottobre 1294 Papa Celestino V concede una indulgenza di quaranta giorni  in onore alla Vergine Maria.
(15) Pag.169 Centro Celestiniano/sezione storica LAquila. "Magisterium et exmplum": Celestino V e le sue fonti più antiche.

"...Resa nota da Giorgio Varanini e proveniente dalla Biblioteca Universitaria di Bologna, alla cui recita Celestino concesse quaranta giorni di indulgenza. Ne riproduciamo il testo:
Celestino papa concesse indulgentia. Quaranta di a chi/devotamente dirà quest'infrascripta oratione a laude/et honore et gloria della intemerata Vergine Maria.

Vergine gloriosa, matre de pietate,
fonte de onne bellezza, giglo de castitate,
fonte de cast[ell]o [de] amore, foco de caricate,
alteza de virtude, radice de sanctitate,
                scola de sapientia, armario de veritate,                              
via de iusticia, exemplo de honestate 
forteza de sapientia, regula de humiltate:
medecina del mondo, conceda a noy sanitate
   de l'anima e del corpo, perché grande neccessitate
fa a noy, toi servi; per la tua benignitate
conserva a noi, madona, da ogne innquitate 
et driza lo core nostro in nella tua volontate,
et dà a me, in della morte, speranza e sicurtate
azò ch'io veza lo tuo figliolo ch'è luce de veritate,
dove ip[s]o tene lo 'mperio della sua potestate. 
Amen.

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