Prato nel mondo

La scoperta della” Grotta Prato “

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La scoperta della Grotta Prato 
Massa Marittima (GR) 6/8/1978
di Graziano Bardelloni
 
 
Ingresso della Grotta Prato
 

La grotta Prato fu scoperta grazie alla segnalazione di amici che abitavano nella zona, i quali, conoscendomi da molti anni e sapendo della mia passione per il mondo ipogeo e le ricerche speleologiche, mi riferirono che, dopo ingenti piogge,nell'aprile del 1978, in un bosco adiacente alla loro abitazione, si era aperta una piccola cavità nel terreno.

Nell’agosto dello stesso anno, approfittando delle ferie, io e sei amici facenti parte anche loro del gruppo Speleologico Pratese, ci recammo per un sopralluogo approfondito in questa zona.

Il suolo si presentava ad inghiottitoio nel tufo calcareo, proprio dove l’andamento del bosco variava la sua inclinazione, cioè da un livello prevalentemente pianeggiante, passava ad un pendio di circa 45° verso sud.

La”Grotta Prato“,così la chiamammo, era situata, rispetto al livello del mare, a 250 mt di altitudine. Il piccolo ingresso di circa 70/80 cm di diametro si immetteva nel sottosuolo e dopo un saltino di circa 2 mt, si entrava in un ambiente di 10x12 mt a base differentemente inclinata, ad andamento SW verso NE, con molti massi di crollo, detriti e riporti alluvionali sul pavimento.

Con nostro stupore notammo, sparse per terra, numerose ossa umane, che in un primo momento pensammo risalenti all’ultima guerra. Guardando però con più attenzione, ci rendemmo conto che, assieme alle ossa, non c’erano tracce di indumenti o di qualsiasi altra cosa, che potesse essere collegata al recente passato. Le ossa non erano composte ma sparse innaturalmente per tutto l’ambiente, traslate verso il basso e sotto vecchissime, calcificate, piccole frane.

Notammo che i denti nelle mandibole, specialmente i molari, erano consumati quasi fino alla radice inoltre individuammo, vicino ad esse, resti di vasellame grezzo. A questo punto ci rendemmo conto che avevamo fatto un'importante scoperta. Avevamo appena trovato, come ci fu in seguito confermato, una grotta funeraria risalente all’eneolitico, cioè a 4000 anni fa.(2000 anni prima di Cristo).

Avvisammo le autorità comunali e militari del luogo che,dopo una visita al sito, informarono l’Istituto di Antropologia e Paleontologia Umana dell’Università di Pisa. Nel giro di pochi giorni arrivò il prof.Mallegni, un esperto in materia, con il quale visitammo la grotta e proprio in quell’occasione, trovammo sotto una nicchia alla base del terreno, un teschio completamente integro e calcificato e, poco distante,una magnifica punta di freccia in selce.

 

In seguito a quella visita, l'antropologa e paleontologa prof.ssa Renata Cremonesi, coadiuvata dalle sue allieve e da noi,iniziò due campagne di scavi effettuate nel settembre 1979 e nell'ottobre 1981.

Nella seconda campagna di scavo venne rinvenuto, con grande sorpresa degli addetti, un pugnaletto in rame a lama piatta, ciò stava a significare il fatto che, la grotta funeraria risaliva alla transazione tra la fine dell’era eneolitica e l’inizio dell’era dei metalli.

                                     

Ritrovamento del pugnaletto in rame a lama piatta

 Le campagne di scavo

 I reperti ritrovati, consistenti in vasellame,cuspidi di freccia,industria ossea, ornamenti e altri vari oggetti, ora sono esposti nel museo archeologico di Massa Marittima.

Nota importante:
Su un fronte di frana della grotta, fu ritrovata anche parte di una mascella, appartenuta ad un orso speleo, che certamente aveva abitato lì, circa 20.000 anni prima che quei corpi vi fossero deposti dai loro simili.

Partecipanti alla scoperta (6/81978): Bardelloni Graziano - Menicucci Siro - Tommasi Paolo - Menicucci Fiorello - Vinattieri Stefano - Castagnoli Sergio - Gualtieri Pierantonio 

Si ringrazia in particolare l'allora Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Massa Marittima Giorgio Galeotti che è stato il tramite tra noi, il Comune le locali autorità e l'Istituto di Antropologia e Paleontologia Umana dell'Università di Pisa. 

 

  

Fonti 1) Alcune delle numerose cuspidi di freccia rinvenute nella grotta, con ornamenti e oggetti vari

 

 Fonti:1) Tipologia delle forme vascolari


 Pubblicazioni:

1) - Rassegna di Archeologia, estratto 3,1982-83 "La grotta Prato di Massa Marittima" Renata Grifoni Cremonesi.

2)- "I fenomeni carsici della placca di travertino dei Pianizzoli, Massa Marittima" Murizio Negri

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