Prato nel mondo

Fortunato Picchi, agente segreto di Sua Maestà britannica.

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                                                                        Fortunato Picchi

Fortunato Picchi agente segreto di Sua Maestà britannica.

Fortunato Picchi naque a Carmignano, da Ferdinando e da Jacopina Pazzi, il 28 agosto 1896. Nel febbraio del 1910 si trasferì con la famiglia nel comune di  Prato più precisamente nella zona della Tignamica (Valle del Bisenzio) dove il padre trovò lavoro come cuoco nella ditta Forti.
Nel novembre del 1915 fu chiamato alle armi e come soldato semplice, del 64° reggimento fanteria, combatté sul fronte macedone. Fu congedato nel 1919 e nel 1921 si recò a Londra dove esercitò la mansione di cameriere all’Hotel Ritz. Rimase nella capitale inglese per alcuni anni poi tonò in Italia ma vi rimase solo pochi mesi.
Ripartì per Londra dove, salvo poche e brevi permanenze in Italia vi restò per circa 15 anni lavorando al Savoy Hotel. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, i cittadini italiani residenti  in Gran Bretagna, furono internati, Picchi fu mandato all’isola di Man dove restò fino al 1940. Da qui fece richiesta per entrare a far parte del corpo dei pionieri e in seguito all'accoglienza della domanda, tornò a Londra. Successivamente chiese ed ottenne di arruolarsi nei paracadutisti.
Dopo l’addestramento, nel febbraio del 1941, Picchi con trentaquattro compagni venne paracadutato in Italia. Lo scopo dell’azione era di danneggiare l’acquedotto pugliese, che riuscì solo in parte in quanto i danni arrecati furono riparati in pochi giorni.
Assolto il loro compito, i paracadutisti si divisero in tre gruppi, il gruppo di cui faceva parte Picchi era fatto da undici uomini, comandati da un maggiore e da un tenente. Essi dovevano raggiungere, entro quattro giorni, una località della quale sarebbe stato possibile fuggire…” (1) pp.102
Picchi e il suo gruppo però furono intercettati da alcuni uomini armati e per non creare un conflitto a fuoco che avrebbe richiamato un numero maggiore di soldati decisero di arrendersi. I sabotatori inglesi in base alla convenzione di Ginevra furono internati e si salvarono, Picchi invece, essendo italiano venne processato e condannato a morte per alto tradimento. Fu fucilato a Roma presso Forte Bravetta il 6 aprile 1941.


1) Alessandro Affortunati, Mille volte no. Sovversivismo ed antifascismo nel Carmignanese. Con un profilo di Fortunato Picchi, prefazione di Ivan Tognarini, Edizioni Mir, 1999.

La Nazione, 3 ottobre 2002


Fonti: La Nazione 18-10-2002

Eroi del nostro tempo
Fortunato Picchi
Dal giornale "Il Corriere del Sabato" stampato in Inghilterra  per i nostri prigionieri di guerra,togliamo il seguente scritto che illumina di viva luce la memoria di un nostro concittadino fucilato dai fascisti.Il giornale, dopo aver detto che tre anni prima la radio fascista annunciava che un paracadutista inglese era stato riconosciuto portato davanti al tribunale speciale e fucilato al Forte Bravetta all’alba della Domenica delle Palme, così prosegue:“ Il paracadutista era Fortunato Picchi. Era nativo di una frazione del Comune di Carmignano. Da molti anni si era stabilito in Inghilterra  ove la sua abilità e laboriosità gli avevano permesso di fare una carriera invidiabile. Infatti era divenuto direttore del servizio banchetti al celebre “Savoy Hotel” di Londra. Guadagnava bene, era felice e di buon umore, non gli mancava nulla eccetto di sapere la sua Italia libera. ”Aveva passato di parecchio la quarantina, non aveva obblighi militari ed avrebbe potuto vivere tranquillo e felice al “Savoy Hotel” ;invece preferì arruolarsi volontario scegliendo il lavoro più pericoloso:
Sarà lanciato con il paracadute in Italia a svolgervi la sua opera di organizzazione tra gli elementi che volevano la liberazione della Patria Italiana. Sventuratamente nella caduta si ferì ad una gamba e venne catturato dai fascisti. Al processo tenne un contegno nobilissimo ispirato al più nobile patriottismo che non conosce frontiere, ma che considera tutte le affratellate per il bene comune.
” I giornali inglesi hanno tributato caldissime lodi a Fortunato Picchi e al suo nome è stata dedicata una sezione dell’Ospedale Regina Elisabetta per i bambini poveri in Sepney (Londra) e numerosissime oblazioni sono state versate da inglesi ed amici italiani per onorare il nome di colui che viene considerato come il primo Martire  del  nuovo  Risorgimento Italiano. L'ammirazione che lo straniero ha avuto per il nostro eroe e' monito a noi che il tumulto quotidiano della vita ne impedisce il ricordo . ma è bene che queste eroiche gesta vengano ricordate per invocare quei martiri con quella stessa fede per la quale seppero affrontare la morte. È solo così che le tombe si scopriranno ed essi - i martiri- risorgeranno per portare da un capo all'altro d'Italia il soffio rigeneratore per rifare i vivi.

Fonti: La Nazione del Popolo, Cronaca di Prato, 21 febbraio 1946

Ricerche: Biblioteca Comunale Lazzerini di Prato

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