Prato nel mondo

Appunti di Viaggio: La Sicilia (2)

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Parlando ancora della mia Terra.
Di Bianca Turco.


     Appena fuori Palermo e  nel suo territorio interno ecco Monreale con la  cattedrale dedicata a Santa Maria Nuova con le pareti rivestite da mosaici policromi e d’oro zecchino e voluta da Guglielmo II d’Altavilla nel 1174.


Interno della cattedrale di Monreale.


Chiostro della cattedrale di Monreale.

     Ancora più ad ovest  batte un cuore da “Zingaro”,  riserva naturale  a poca distanza dalle spiagge caraibiche di San Vito lo Capo, è l’area protetta della riserva naturale del fiume Belice e dune limitrofe.


Riserva naturale dello Zingaro.

     Continuando nel nostro giro turistico e prima anche delle meraviglie del tratto di costa tra Menfi ed Agrigento, ecco le zone archeologiche di Segesta e Selinunte, due fari del nostro passato.
 
     Ci lasciamo alle spalle Agrigento e la Valle dei Templi e ci dirigiamo verso le “ricercate” come Ragusa, Ibla, Modica, Capo Passero col suo scenario di dune lavorate dal vento, lunghe distese di sabbia bianchissima e vegetazione spontanea e da dove in battello ci si inoltra ad Ortigia.


Cattedrale di Ragusa.


Cattedrale di Modica.

     La Sicilia sud–orientale e’ la più gettonata dell’isola negli ultimi anni, grazie all’effetto “Montalbano” e se volete assaporare la pace totale inoltratevi nella riserva naturale “Macchia Foresta del fiume Irminio”. Per gli spericolati si può sempre raggiungere l’Etna in deltaplano.
 
     Il periplo costiero si chiude, si fa per dire, con la gloriosa  Taormina e con la piccola penisola di Isola Bella.

 
Anfiteatro greco di Taormina.
 


L’Isola Bella di Taormina.

     Voluttuosa accumulazione che ha preso da tutti i suoi invasori come il cibo multicolore e pomposo oppure i suoi nobili decaduti, i signori dello scialacquo tra fasto e decadenza con i loro tortuosi rapporti umani e l’arzigogolata cortesia.
 
     Prendete una cassata, un dolce che è un’opera d’arte, nasce per stupire: eccessiva e giocosa, un dolce barocco che non e’ solo una stagione della lunga storia isolana, ma è una radice della sua anima.

     La tradizione che diventa immobilismo e l’isola dà il suo meglio quando sa incanalare queste energie creative, sarà che in Sicilia si vive all’aperto fino a Natale ma quel che è certo è che la movida è la più eclettica d’Italia.  

 
San Vito lo Capo, golfo del Cofano.


Servizio fotografico: DGPtravel.


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